Padoan: “Banche usino i mezzi che ci sono per liberarsi da sofferenze”

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“Approfitto di questo evento per rivolgere un invito alle Banche italiane affinché utilizzino gli strumenti messi a disposizione dal Governo e del clima migliore per liberarsi dalle sofferenze, dai crediti deteriorati che appesantiscono i bilanci”.

È questo l’appello che il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha rivolto stamane ai manager degli istituti bancari italiani in difficoltà, in occasione della presentazione del rapporto “Economic survey of Italy 2017” svoltosi al mef presso la sala Ciampi.

Il ministro ha precisato come l’andamento della produttività degli ultimi due decenni sia andato molto male, tuttavia questa non rappresenta una scusa. La crescita inclusiva, infatti, è una delle priorità del prossimo G7 che si terrà proprio in Italia.

Gli obiettivi strategici che lo Stato affida alle sue partecipate rimangono pienamente operativi. “Se ci sono timori rispetto a questo tema sono idee semplicemente sbagliate. Le privatizzazioni fin qui fatte e quelle che faremo non tolgono dal posto di guida lo Stato, lo mantengono là con più strumenti a disposizione”, ha affermato il titolare del Tesoro.

Quanto alla modalità per riportare su livelli sostenibili la spesa pubblica, come richiesto da Bruxelles: “Stiamo considerando varie opzioni, sia dal lato delle spese, che da quelle delle entrate, che da quello della lotta all’evasione, tallone d’Achille del nostro Paese”. “Non commento casi specifici, il meccanismo di ricapitalizzazione precauzionale richiede che ci sia la richiesta spontanea da parte degli istituti di credito che possono avvalersi del meccanismo”.

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha risposto così nel corso della conferenza stampa al Tesoro, successiva al rapporto dell’Ocse, a un giornalista che chiedeva informazioni sulle operazioni che potrebbero interessare i due istituti di credito veneti, Veneto Banca e Popolare di Vicenza.

L’Ocse nel rapporto sull’Italia stima una crescita dell’1% per quest’anno e un incremento analogo nel 2018. “Il clima di incertezza legato al settore bancario e alla Brexit potrebbe mantenere a un basso livello la crescita dei consumi privati nel 2017”, si legge nel comunicato l’Ocse. La ripresa italiana, secondo l’organizzazione di Parigi, “resta debole a causa di uno scarso livello di investimenti e del difficile contesto internazionale”.

L’Italia è al top tra i Paesi Ocse e del G20 per imposte arretrate: nel settembre 2015 il valore totale superava oltre 750 miliardi di euro, “una somma quasi equivalente al gettito fiscale annuo delle amministrazioni pubbliche”. È il dato che emerge dall’Economic Survey 2017. Secondo l’organizzazione internazionale, “procedure inefficaci per la riscossione degli arretrati d’imposta aggravano il problema dello scarso rispetto degli obblighi fiscali”. Il gettito Iva, precisa l’Ocse, “è inferiore a quanto dovrebbe essere”.

“Per garantire il rispetto degli obblighi fiscali in Italia si è sempre fatto ricorso a revisioni contabili e verifiche fiscali ma gli accertamenti d’imposta che ne derivano sono spesso inesigibili. La riscossione degli arretrati d’imposta – si legge  nel rapporto – è inoltre ostacolata dalla mancanza di una procedura sistematica per la cancellazione degli arretrati d’imposta non più esigibili, il cui ammontare stimato e pari a circa il 20% del totale degli arretrati d’imposta”. “La diminuzione della spesa per interessi ha creato un margine di bilancio: tra il 2012 e il 2016 la spesa per interessi sul debito pubblico e’ passata dal 5,2% a una stima del 4% del Pil. Il potenziamento degli investimenti pubblici è una priorità poiché questi ultimi dall’inizio della crisi, sono calati di oltre il 30% in termini nominali e oggi sono pari al 2,2% del Pil, il livello più basso in oltre 25 anni. Investimenti pubblici efficaci favoriranno la crescita e contribuiranno a ridurre il debito”.

 

 

Padoan e Gurrìa, Presentazione Rapporto Ocse, Sala Ciampi, Ministero Economia e Finanze, 15 febbraio 2017

Padoan e Gurrìa, presentazione Rapporto Ocse, Sala Ciampi, Ministero Economia e Finanze, 15 febbraio 2017

A presentare questo report annuale, vi era  Angel Gurrìa, segretario generale dell’Ocse, per il quale le quattro principali sfide che il Paese deve affrontare sono: la crescita della produttività e degli investimenti; il risanamento del sistema bancario; il sostegno all’occupazione insieme al miglioramento delle competenze e la riduzione della povertà, in particolare tra i giovani, il cui reddito ha registrato la maggiore diminuzione a partire dalla crisi.  “Le importanti riforme di questi ultimi anni iniziano a dare buoni risultati. L’economia si sta gradualmente riprendendo ma rimangono ancora complessi problemi da affrontare. Per aumentare il benessere di tutti gli italiani, e’ essenziale che il processo di riforme prosegua e che le nuove misure siano attuate pienamente ed efficacemente”, ha dichiarato Gurrìa.

Il segretario generale Ocse ha infine affermato che: “Il Jobs Act è un’importante riforma economica e sociale poiché ha consentito di far fronte al dualismo di mercato del lavoro che tutela chi ha già un posto di lavoro sicuro ma esclude  chi è fuori da tale mercato, come i giovani e le persone meno qualificate. Tale riforma ha inoltre permesso di introdurre un moderno meccanismo di assicurazione contro la disoccupazione.” “Per far migliorare le ‘skills’, le competenze di lavoratori e studenti- ha fatto notare Gurrìa- è necessario adottare in toto le misure previste in materia di assistenza per la ricerca di impiego e formazione, nonché la riforma dell’istruzione, la ‘Buona Scuola’.”


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