Licenziamento in tronco per i furbetti del cartellino: arriva il via libera

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Tempi duri per i così detti furbetti del cartellino: la maxi-operazione di riforma della Pubblica Amministrazione sta per tagliare un traguardo, domani arriveranno in Consiglio dei ministri i decreti bis su partecipate, furbetti del cartellino e dirigenti medici delle Asl.

Il consiglio dei Ministri ha approvato i decreti «Madia bis» che integrano la riforma già in vigore e che erano stati bloccati dalla Consulta. Confermati anche i tagli alle partecipate, più tempo alle Regioni per decidere

È stato definito il piano per il superamento del precariato, che interesserà le situazioni a partire dal 2010, è stato allargato ancora lo spazio da riconoscere ai contratti.

Resta confermato tutto l’impianto della riforma: sospensione in 48 ore e licenziamento entro un mese per chi viene colto a strisciare il badge e andare poi a casa. Viene anche responsabilizzata la figura del dirigente: chi si gira dall’altra parte rischia a sua volta il licenziamento. E che l’aria sia cambiata appare chiaro anche dai dati aggiornati del ministero: nel 2015 sono stati 280 i lavoratori licenziati, in crescita di quasi un quarto rispetto all’anno prima. La gran parte (108) ha interessato assenteisti. Probabilmente l’annuncio della stretta si è fatto sentire, ma comunque finisce con la sanzione massima solo una piccola parte dei procedimenti disciplinari aperti (oltre 8mila). Ecco allora le novità del pacchetto Madia, che, con tutta probabilità, sarà diviso in due diversi Cdm, posto che la riforma degli statali deve essere presentata entro il 28 febbraio.

Entro il 30 giugno gli enti pubblici dovranno presentare dei piani in cui mettere nero su bianco le partecipazioni da eliminare perché fuori dai nuovi target (fatturato sotto un milione di euro, più amministratori che dipendenti).
Novità anche per i concorsi, inglese nelle prove e tetto al 20% dei posti per gli idonei. Si traccia una roadmap per assorbire i precari che sono a servizio da 3 anni, anche non continuativi, degli ultimi 8. Parallelamente verranno vietati i co.co.co e sarà data la possibilità di fare contratti a tempo per vincitori di concorsi in fila per una chiamata. In attesa che parta il piano si dà la possibilità di fare proroghe per non lasciare nessuno per strada.

I contratti dovranno garantire una differenziazione dei giudizi, per mettere fine a una distribuzione a pioggia dei premi. Ai fini del riconoscimento del merito e, quindi, dei bonus, rilevanza verrà data alla performance della squadra, su cui si potranno pronunciare anche i cittadini.

È affidata ai contratti la formula per colpire chi si assenta sempre il lunedì e il venerdì o i casi di assenze collettive in periodi sensibili, date da ‘bollino rosso’. Inoltre per frenare il fenomeno saranno messi tetti a fondi per premi laddove risultino tassi di assenteismo sopra la media. La competenza sugli accertamenti passa dalle Asl ai medici dell’Inps, con la creazione di un polo unico per pubblico e privato. Grazie a un sistema informatico avanzato le visite saranno mirate.

Sarà fatto ordine sui casi di licenziamento, dallo scarso rendimento alla cronica condotta illecita, qualora ci sia profilo penale. I tempi per arrivare a decidere sulla sanzione si riducono da quattro a tre mesi e a un mese per tutti i casi di flagranza, viene quindi estesa la procedura sprint applicata ai furbetti del cartellino (con sospensione entro 48 ore e rischio licenziamento anche per il dirigente che si gira dall’altra parte). Per gli statali resta intatto l’articolo 18, con reintegra e risarcimento nei casi di ingiusta espulsione. Ma vizi formali, cavilli giuridici, non potranno determinare l’annullamento della sanzione.
Per quanto riguarda, invece, i dirigenti sanitari delle Asl, il decreto correttivo sarà esaminato in uno dei prossimi Cdm. La ministra della P.a, Marianna Madia, ha preferito rinviarne l’approvazione per cortesia istituzionale: mancava alla riunione la titolare della Salute, Beatrice Lorenzin, ovvero il ministro che segue nel merito il provvedimento.

Ora i decreti correttivi passati in Cdm dovranno ora acquisire l’intesa in Conferenza unificata e Stato-Regioni, e i diversi pareri previsti dalla legge, inclusi, ovviamente, quelli delle commissioni parlamentari competenti. Nel frattempo sono fatti salvi tutti gli effetti, come precisato dal Consiglio di stato e dagli stessi correttivi. Quanto alla riforma degli statali, con novità dalla valutazione alle assunzioni, i testi sono attesi, sempre per il via libera preliminare, nel Cdm della prossima settimana, probabilmente giovedì 23 febbraio.


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