Samsung, arrestato il leader Lee Jae-yong per corruzione

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Arrestato il vice-presidente di Samsung, Lee Jae-yong. L’erede dell’azienda sudcoreana è stato accusato di corruzione, frode e spergiuro. Lo comunica, tramite un tweet, l’agenzia di stampa sudcoreana “Yonhap”. La corte centrale distrettuale di Seul ha dato il via libera all’arresto e le forze dell’ordine hanno ammanettato il ricco coreano. Lee pare abbia versato o promesso 37,5 milioni di dollari per una copertura politica.

I pm potranno detenerlo per 20 giorni prima di dover passare al processo. I soldi sarebbero stati dati a Choi Soon-sil, consulente del vice presidente, che, grazie alla sua posizione di spicco politico, gli avrebbe assicurato protezione. I due erano già stati indagati nel 2015, quando un altro pagamento in denaro sarebbe stato erogato in cambio del via libera dei fondi pensione pubblici per un’operazione di riordino del gruppo Samsung, in modo da trasferire i poteri del padre Lee Kun-hee a Lee Jae-yong.

L’arresto ha portato a un grosso calo delle azioni Samsung Electronics. I titoli sono andati al ribasso del -1,6%, per poi rialzarsi e chiudere a -0,42%. Anche le altre aziende del gruppo Samsung hanno subito un grosso calo. Samsung Life Insurance, compagnia assicurativa di proprietà della casa sudcoreana, ha perso l’1,4%, mentre Samsung C&T ha perso l’1,98%.

Un duro colpo per la multinazionale, dalla cui sorte del suo vice-presidente dipenderanno grossi cali o rialzi delle azioni in borsa.


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