Spagna, assolta la sorella di re Felipe: 6 anni e tre mesi al cognato

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Sentenza storica. Iñaki Urdangarin, marito dell’infanta di re Felipe di Spagna è stato condannato a 6 anni e tre mesi di carcere per essersi illecitamente intascato soldi pubblici attraverso la Onlus Noos. Assolta invece la moglie, Cristina di Borbone figlia di Juan Carlos, processata per due reati fiscali, ma dovrà pagare una multa di 265.000 euro .

Decisione presa all’unanimità dai tre giudici della Corte di Palma di Maiorca, nonostante il pubblico ministero avesse chiesto 19 anni e sei mesi per Urdangarin e la condanna di Cristina di Borbone almeno per frode fiscale.

Secondo il magistrato che aveva istruito il processo, José Castro, la sorella di re Felipe non poteva non essere a conoscenza dei reati del marito e risultava corresponsabile. A Urdangarin è anche stata imposta una multa di 512mila euro.

Con la condanna di Urdangarin, l’ex campione di pallamano, e l’assoluzione di Cristina si salva in qualche modo l’immagine della monarchia. Il caso Noos e tutte le polemiche che ne seguirono fu anche tra i motivi dell’abdicazione di re Juan Carlos a favore del figlio Felipe nel giugno del 2014.

I fatti

La vicenda del “Caso Noos”, una associazione senza fini di lucro, inizia nel 2005 quando un deputato socialista denuncia un accordo tra l’istituto benefico, fondato dal marito dell’Infanta Cristina, e il governo regionale delle Isole Baleari. Si scopre che Iñaki Urdangarine il suo socio Diego Torres, ottenevano finanziamenti pubblici in cambio di attività che avrebbero dovuto promuovere il turismo attraverso lo sport ma che in realtà non si erano mai svolte.

In tutto Urdangarin e Torres avevano ottenuto oltre 6 milioni di euro di finanziamenti pubblici da diversi governi regionali, tutti in mano al partito del centrodestra, il Partito popolare, soprattutto grazie al ruolo del marito della figlia dell’allora re di Spagna che, presentandosi, ci teneva sempre a sottolineare come suo suocero fosse tra gli sponsor dell’iniziativa.

Il caso si apre ufficialmente nel 2010 con le indagini del giudice José Castro. L’anno successivo scoppia lo scandalo e Urdangarin viene estromesso, insieme alla moglie, dalle attività ufficiali della Casa Reale, scompare dalle foto di famiglia e perde, sempre insieme a Cristina, i vari titoli onorifici.

Cristina e Iñaki hanno atteso la sentenza a Ginevra, in Svizzera, dove entrambi si sono trasferiti negli ultimi anni. Urdangarin presenterà ricorso ma non è escluso che il Tribunale di Palma chieda il suo arresto preventivo per scongiurare il pericolo di fuga.

L’ex socio di Urdangarin, Diego Torres, condannato a otto anni e sei mesi. Gli imputati erano 17 in tutto, nove sono stati assolti.


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