Bonus nido e 1000 euro alla nascita: Gentiloni firma il nuovo dpcm

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Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha apposto la firma al dpcm che dà attuazione al “Bonus asili nido”, introdotto dalla legge di Bilancio.  Sarà infatti  possibile fruire di un buono di mille euro per i bambini nati dal 2016 in poi, ogni anno e per il primo triennio di vita (da 0 al compimento dei 3 anni ), per il pagamento delle rette relative alla frequenza di asilo nido pubblici e privati.

Il bonus è percepito indipendentemente dal reddito, ma è soggetto a dei vincoli di bilancio: è riconosciuto nel limite massimo di 144 milioni di euro per l’anno 2017, 250 milioni di euro per l’anno 2018, 300 milioni di euro per l’anno 2019 e 330 milioni di euro annui a decorrere dal 2020.

Inoltre, non sarà possibile cumulare il  bonus asilo nido con il voucher baby-sitting, altra misura di sostegno alle famiglie, prorogata fino al 2018. Il bonus sarà erogato dall’Inps al genitore che ne farà richiesta. Invece, per i piccoli impossibilitati per ragioni di salute a frequentare l’asilo, il decreto prevede “l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni, affetti da gravi patologie croniche”.

Definito anche il premio “una tantum” pari a 1000 euro alla nascita o all’adozione del bambino, senza soglie di reddito, al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto di adozione. Ad occuparsi della corresponsione del premio sarà l’ INPS, su domanda della futura madre. Tutti i genitori possono usufruire del premio in quanto non è previsto un tetto ISEE per ottenere il contributo.

Da segnalare anche l’estensione del congedo obbligatorio per i lavoratori padri dipendenti.  Infatti, con questo dpcm,  i giorni di congedo obbligatorio raddoppiano nel 2018 passando da due a quattro, fruibili anche in modo non continuativo. Il padre lavoratore dipendente potrà inoltre astenersi per un periodo ulteriore di un giorno previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima. In totale, pertanto, nel 2018 i giorni di assenza del padre in relazione alla nascita del figlio saranno quattro innalzabili a quota cinque, sempre purché vi sia un  accordo con la madre.


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