Faceva prostituire la figlia disabile: in manette padre con il genero

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Un uomo faceva prostituire la figlia disabile, affetta da un deficit mentale è successo a Spoleto. Il padre finito in manette era in affari (ma a quanto pare anche in concorrenza) con un ragazzo rumeno, lo stesso di cui la giovane si era infatuata.

La ragazza, affetta da deficit cognitivo, non poteva ribellarsi a questa situazione ed era continuamente minacciata sia dal padre sia dal compagno. Il primo – è stato detto in conferenza stampa – le ripeteva spesso che l’avrebbe cacciata di casa (i due vivevano nella stessa abitazione ndr).

Una storia maturata evidentemente in un contesto di profondo degrado quella scoperta dai carabinieri di Spoleto, che hanno eseguito nei giorni scorsi tre ordinanze di custodia cautelare, due in carcere e la terza ai domicialiari (ora convertita in obbligo di firma).

Le accuse nei confronti del padre e del giovane fidanzato sono di induzione e sfruttamento della prostituzione, aggravati dalle condizioni della ragazza, e di violenza sessuale aggravata: secondo l’accusa, infatti, lo stesso genitore e fidanzato abusavano di lei.

Nei guai è finito anche un albergatore della zona per favoreggiamento. Molti degli incontri (che il giovane rumeno pubblicizzava anche su un sito di annunci per escort) avvenivano nel suo albergo alle porte della città, cui ora è stata ritirata la licenza.

Nel corso delle indagini sono stati identificati anche un’ottantina di clienti, che arrivavano anche da fuori regione: le prestazioni, a quanto è stato verificato, venivano pagate dai 50 agli 80 euro.

Un giro d’affari importante, che il padre e il fidanzato della ragazza gestivano molto dinamicamente, talvolta in concorrenza tra loro. La posizione dei clienti è ora al vaglio dei inquirenti, date le condizioni della vittima, rischiano anche loro un’imputazione.


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