Assunzioni truffa per ottenere permesso di soggiorno: 11 arresti a Monza

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Scoperta a Monza, dalla Guardia di finanzia una truffa: un commercialista di 65 anni di Sesto San Giovanni si faceva pagare dai migranti per far avere loro un finto lavoro con cui poi ottenevano il permesso di soggiorno per rimanere in Italia.

I migranti pagavano una cifra che poteva andare dai 200 ai 3 mila euro. Il prezzo era stabilito in base al grado di ingenuità dello straniero o alla sua capacità economica.

Erano i procacciatori che lavoravano per il commercialista a entrare in contatto con gli stranieri: in cambio ottenevano una percentuale della cifra pattuita per ottenere tutta la documentazione.

L’uomo è stato arrestato dalla polizia di Monza nell’ambito dell’operazione “Hydra”, così denominata perché il commercialista creava società fittizie a cui poi “tagliava la testa” non appena sospettava che potessero finire nelle maglie della giustizia. Altre dieci persone sono finite invece agli arresti domiciliari, tra cui i tre collaboratori dello studio del commercialista.

Iscritti sul registro degli indagati di 171 persone, ma i magistrati contestano il reato di associazione a delinquere al commercialista e ad altre 41 persone, di cui una decina è italiana, mentre gli altri 30 sono stranieri.

Le imprese coinvolte sono invece 828, di cui 35 già accertate. Sembra che l’attività del gruppo andasse avanti dal 2007 al 2016, ma le segnalazioni sono arrivate in procura nel 2013. Si stima che il guadagno per il ragioniere sia stato di 2-3 milioni di euro.

«Sono circa 1580 gli stranieri che hanno pagato l’associazione per avere i documenti. Ma di questi solo la metà ha ottenuto il permesso perché per gli altri le pratiche sono state fermate dall’ufficio immigrazione», spiega il responsabile del commissariato di Monza.

 


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