Delrio si dice preoccupato per Alitalia: “La situazione è seria”

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Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio si dichiara apertamente preoccupato per la situazione di Alitalia, in vista dell’incontro fissato coi sindacati: “Sono problemi seri, la preoccupazione c’è, eccome”. “Questioni di questo tipo – ha puntualizzato il ministro – non si affrontano a cuor leggero”.

Previsto ieri l’incontro tra l’esecutivo e i sindacati di Alitalia ma il nuovo piano industriale non c’è ancora. Il prezzo del risanamento non potrà ricadere sulle spalle dei lavoratori, come puntualizzato sia dai ministri Graziano Delrio e Carlo Calenda, sia dalle organizzazioni sindacali.

Dovrebbe essere confermato lo sciopero già proclamato per giovedì 23 febbraio. Secondo indiscrezioni Alitalia potrebbe archiviare il 2016 con una perdita di gestione intorno ai 600 milioni, mentre il gruppo Air France-Klm ha chiuso lo scorso anno con 795 milioni di utile netto (118 nel 2015). E rispondendo indirettamente a chi vede un’Alitalia tutta sui voli a lungo raggio, l’associazione degli aeroporti europei (Aci Europe) rende noto che nel 2016 il traffico europeo è cresciuto del 5,1% con un tasso di incremento record anche rispetto alle altre aree del mondo.

Per il vice presidente, James Hogan, rimane da fare “un grande lavoro per arrivare a una struttura dei costi che possa permettere all’azienda di essere competitiva ed economicamente sostenibile sul mercato”.

Il tempo stringe ed è necessario decidere rapidamente che cosa sarà l’Alitalia del futuro visto che la scarsa liquidità in cassa non dovrebbe andare oltre la primavera, da quanto si apprende la compagine azionaria non ha ancora scelto il nuovo modello al quale puntare.

Il ventaglio di opzioni è piuttosto ampio: creare una low cost con cui competere nel breve medio raggio, cedere ‘tout court’ le tratte più brevi ad una low cost di successo come Ryanair o Easyjet, allearsi con una grande vettore europeo a livello di Lufthansa con il quale condividere un progetto di vettore a basso costo.

C’è ancora molta incertezza. Le rassicurazioni diffuse nei giorni scorsi e le affermazioni dell’amministratore delegato dell’ex compagnia di bandiera italiana, Cramer Ball, secondo il quale l’azienda è “in linea con l’obiettivo di arrivare ad una riduzione dei costi di almeno 160 milioni nel 2017” non sembrano aver convinto gli osservatori anche perchè i risparmi decisi sul costo del lavoro non sono stati avallati dai sindacati che hanno già fatto ricorso alle vie legali.

 


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