Ospedali psichiatrici chiusi per sempre: “Una svolta storica”

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Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, l’ha definita “giornata storica”: è stato infatti raggiunto l’obiettivo della chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), meglio noti come manicomi criminali, su tutto il territorio nazionale, con gli ultimi cinque pazienti che verranno dimessi a giorni dall’ultimo Opg in chiusura, quello di Barcellona Pozzo di Gotto in Sicilia.

Al posto degli Opg, a funzionare saranno ora le Residenze per l’esecuzione delle
misure di sicurezza (Rems), con una struttura architettonica ben diversa, senza misure di contenzione meccanica (tranne che nella struttura di Castiglione delle stiviere, date le sue dimensioni con oltre 120 ospiti) e con l’obiettivo di creare un forte collegamento con le strutture territoriali ed i Dipartimenti di salute mentale (Dsm).

Le Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza) attualmente in funzione (attive in modo scaglionato dall’aprile 2015) sono 30 e arriveranno a 32 con le due strutture in allestimento a Corleone e Empoli: sostituiranno gli Opg, in totale 6 in Italia per un massimo di 1500 pazienti ospitati.

Restano però ancora dei nodi da affrontare, come «la questione delle troppe misure provvisorie da scontare nelle Rems, mentre in tali strutture andrebbero mandate persone con sentenza definitiva e non persone ancora non condannate».

Inoltre, vanno definite meglio «le situazioni delle persone senza fissa dimora e la condizione femminile». Senza dubbio, però, si tratta di un «passo storico», dice Corleone.

Il commissariamento degli Opg è finito ed è stato raggiunto un grande traguardo nei diritti umani e nel percorso che riguarda la salute mentale. Questo grazie al lavoro svolto dal Commissario Corleone, dal tavolo delle Regioni, dalla Giustizia e dai Dipartimenti.

Sono state realizzate esperienze estremamente interessanti e le Rems sono state attivate in tutte le Regioni. Solo sei pazienti sono ancora ospitati nell’ultimo presidio rimasto, ma saranno trasferiti nei prossimi giorni”, è questo quanto dichiarato dal Ministro Lorenzin nella giornata di ieri, non nascondendo il suo entusiasmo.

La legge Basaglia e la chiusura del manicomio civile è stato un passo fondamentale ma era rimasto scoperto ancora il buco nero dell’Opg o manicomio criminale. Con la legge 81 si è affrontata anche questa questione molto difficile e si è trovata una soluzione senza affrontare il problema del codice penale e della questione dell’imputabilità, ha concluso Corleone. Il Ministro Lorenzin ha voluto, infine, ringraziare il commissario Franco Corleone per il lavoro insieme al tavolo delle Regioni, del Ministero della Giustizia e dei diversi dipartimenti che hanno lavorato al raggiungimento di questo obiettivo.

Quello più grande, con oltre 600 internati negli anni di vacche grasse, adesso ne conta soltanto 13. Siamo in Sicilia, siamo all’ex ospedale psichiatrico giudiziario più grande d’Italia: qui hanno ‘alloggiato’ Tommaso Buscetta, Tano Badalamenti e Stefano Bontade, che grazie a giudici amici hanno così ottenuto sconti di pena. Qui è stato il primo pentito di mafia, Leonardo Vitale, a cui nessuno credette e che fu ricoverato come fosse un folle.

In questo ex ospedale psichiatrico giudiziario ci sono stati pure pazzi veri: assassini e ladri di galline, criminali con un curriculum da fare paura e persone che non erano in grado di capire la realtà. Oggi il manicomio criminale sta sbaraccando del tutto, le celle si stanno svuotando tutte.

Questa struttura – a Barcellona Pozzo di Gotto – è l’ultima a chiudere in Italia. Gli altri cinque manicomi criminali hanno già chiuso. Il complesso è grande 60 mila metri quadrati e oggi è utilizzata come carcere e basta. Ci sono 230 detenuti. E resta un reparto, chiamato ‘articolazione della tutela della salute mentale’, dove sono stati ricoverati quelli che si sono ammalati durante la detenzione.


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