Il ruolo del metabolismo nel sovrappeso e nell’obesità

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Che correlazione c’è tra il metabolismo e il sovrappeso o peggio ancora l’obesità? Molte volte si sente dire: “ingrasso anche con un semplice bicchiere d’acqua” oppure: “quella persona può mangiare tutto quello che vuole senza ingrassare”.

In alcuni casi queste affermazioni, se viste dal punto di vista metabolico, hanno un fondo di verità. Nel 1983 uno studio pubblicato su “Metabolism”, dimostrò che le persone obese e in sovrappeso hanno un metabolismo incapace di dare una risposta adeguata durante e dopo i pasti.

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Secondo tale studio il difetto interessa la parte del metabolismo che ha la funzione di mantenere costante il peso corporeo, attraverso la dissipazione tramite calore dell’energia introdotta con gli alimenti.

Sempre secondo lo studio si afferma che la risposta metabolica susseguente all’assunzione di cibo o all’esposizione al freddo (come abbiamo visto definita termogenesi facoltativa), è meno importante negli obesi rispetto alle persone normopeso. Questo studio ha dimostrato, per la prima volta, che negli obesi esiste una maggior conservazione dell’energia e una minor spesa energetica in seguito a stimoli esterni.

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Cos’è il metabolismo

Il metabolismo indica la spesa energetica che l’organismo deve affrontare per espletare tutte le sue funzioni fisiologiche e giornaliere. Esso consiste in un metabolismo basale, un metabolismo termogenico e un metabolismo per attività.

Il metabolismo basale rappresenta la minima spesa energetica per la sopravvivenza dell’organismo. Esso costituisce il 65-75% del metabolismo totale, di cui il 50% è implicato nella gestione della temperatura corporea. Il metabolismo basale diminuisce del 2-3% circa ogni decade di vita, a causa della diminuzione delle attività cellulari e della diminuzione della massa magra.

Le sue variazioni tra gli individui dipendono soprattutto dalla muscolatura, dalla superficie corporea, dalla massa magra (tutto ciò che non è tessuto adiposo), dai livelli ormonali circolanti e dalla genetica. Le donne hanno un metabolismo basale inferiore rispetto agli uomini (5-10% in meno), a causa della minore quantità di massa magra e della maggiore quantità di tessuto adiposo.

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Il metabolismo termogenetico è la capacità delle cellule di produrre calore. Esso è rappresentato da una parte obbligatoria, per il mantenimento della temperatura corporea a 37° C. Un aspetto della termogenesi è quella indotta dalla dieta (TID) composta da due varianti, quella obbligatoria dovuta alla quantità di energia spesa per la digestione, e quella facoltativa, determinata dall’ingestione di un pasto, la cui funzione è essenziale affinché si abbia la dissipazione dell’energia, sottoforma di calore. Questo meccanismo è molto importante per mantenere costante il peso corporeo nel tempo.

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L’ultimo meccanismo metabolico è il dispendio energetico legato all’attività, definito come la spesa energetica della vita di relazione. Esso comprende sia il dispendio energetico per l’esercizio fisico programmato come lo sport, sia un dispendio energetico, definito N.E.A.T. (nonexercise activity thermogenesis), che interessa tutte le calorie che si bruciano con quei piccoli gesti quotidiani, come camminare, scendere e salire le scale, cucinare, lavare i piatti, fare lavori manuali ecc..

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La misurazione vera e propria del metabolismo può essere accuratamente effettuata tramite la calorimetria indiretta, una metodica di riferimento veloce e non invasiva. Essa consiste nella misurazione del consumo di ossigeno e di anidride carbonica espirata dal soggetto, in un certo intervallo di tempo.

In base ai dati registrati viene poi dedotto il metabolismo energetico basale. La misurazione vera e propria del metabolismo pone le basi per un corretto programma nutrizionale.

Infatti, dare una dieta molto al di sotto del proprio metabolismo induce una perdita di massa magra, con conseguente diminuzione o blocco del metabolismo stesso. In queste condizioni è più probabile che il dimagrimento si fermi molto presto.

L’obesità ed il sovrappeso, quindi,  sono causati da uno sbilancio calorico fra l’energia introdotta attraverso l’alimentazione e la spesa energetica giornaliera. Esistono evidenze che gli obesi hanno livelli di attività fisica bassi e che l’introito calorico è spesso maggiore rispetto alla media delle persone, ma in numerosi casi l’eccedenza di grasso non viene spiegata solo da queste due variabili, il che lascia supporre che vi siano altre pedine in gioco.

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Abbiamo visto, una maggiore capacità dell’obeso ad incamerare energia sottoforma di grasso. Il terreno ormonale e metabolico di queste persone è spesso complicato da una predisposizione genetica non favorevole.

Individuare il difetto metabolico in questi casi permette una maggior efficacia di intervento e un trattamento personalizzato. Infatti, è possibile migliorare il quadro patologico attraverso interventi personalizzati sullo stile alimentare e di vita, capaci di aumentare l’efficienza metabolica.

È probabile, in definitiva, che un obeso non diventi mai una shiloutte, ma nonostante ciò possa raggiungere un peso normale e salutare attraverso un intervento mirato.


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