Nuove regole da Bruxelles: “detenere” i migranti da rimpatriare

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Arrivano nuove raccomandazioni da parte di Bruxelles agli Stati membri: “detenere” i migranti destinati ai rimpatri; aumentare le risorse per favorire i ritorni volontari; e tagliare le procedure burocratiche nazionali per accelerare le politiche dei rimpatri. Le conferme si attendono dopo l’ok del collegio dei commissari entro mercoledì.

Il nuovo provvedimento punta, tra l’altro, a ridurre i movimenti secondari. Con una comunicazione sui ricollocamenti, Bruxelles apre la strada alla possibilità di aprire procedure di infrazione ai Paesi che “non tengono il passo” sullo schema delle 98.255 ‘relocation’ previste da Italia e Grecia, da completare entro settembre 2017.

Inoltre, per i servizi legali dell’esecutivo comunitario, il programma dovrà essere completato e non si potrà ritenere concluso sulla base della scadenza di settembre.

Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato un nuovo meccanismo per facilitare la sospensione della liberalizzazione dei visti per i paesi terzi che non rispettano più le condizioni. “La liberalizzazione dei visti porta grandi vantaggi” ma “l’Ue deve essere in grado di rispondere in modo efficace nei casi in cui le regole non siano rispettate”, ha spiegato Carmelo Abela, il ministro dell’Interno di Malta, che ha la presidenza di turno dell’Ue.

Le possibili ragioni di una sospensione sono state ampliate dalla nuova normativa e includono una riduzione della cooperazione nel settore dell’immigrazione. La liberalizzazione dei visti potrà essere sospesa in caso di un aumento sostanziale dei rifiuti di riammissione, compreso i cittadini di paesi terzi in transito.

Anche l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale potranno essere invocati dagli Stati membri dell’Ue per chiedere la sospensione della liberalizzazione dei visti. Le nuove regole permetteranno alla Commissione di attivare di propria iniziativa il meccanismo, che porta a una sospensione della liberalizzazione dei visti per un periodo di 9 mesi, prorogabile per altri 18 mesi.

La Commissione, inoltre, dovrà redigere rapporti annuali sul rispetto dei criteri da parte dei paesi terzi. L’accordo sul meccanismo di sospensione era essenziale per il via libera dei Ventotto alla liberalizzazione dei visti dei cittadini della Georgia e dell’Ucraina.

Inoltre, dovrebbe consentire all’Ue di trovare più’ facilmente un compromesso con la Turchia, a cui era stata promessa la liberalizzazione dei visti per i suoi cittadini in cambio dell’accordo sui migranti del marzo 2016.

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