Dior, l’elogio del blu di Maria Grazia Chiuri a Parigi

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Dior, alla settimana della moda di Parigi la neo direttrice creativa Maria Grazia Chiuri porta in passerella la seconda collezione per la maison francese. Un tributo al blu, declinato in tutte le sue sfumature

Maria Grazia Chiuri è da poco entrata al comando della maison Dior. Come nella prima collezione, quella haute couture, anche in questa seconda linea la neo direttrice creativa approfondisce lo studio della storia della casa di moda. Entriamo quindi nella tradizione di Monsieur Dior, alla ricerca degli elementi che da sempre hanno contraddistinto la linea creativa della maison. Non è un caso infatti che protagonista di questa collezione sia il colore blu, declinato in tutte le sue gradazioni. Questa nuance è stata molto amata da Christian Dior che nel suo Petit Dictionaire de la Mode scrisse che “tra tutti i colori solo il blu marino può competere con il nero. E averne gli stessi autout”.

Dior, il blu caro a Monsieur Christian

Se da una parte c’è quindi un occhio di riguardo alla tradizione, dall’altra non manca l’innovazione. Dal blu reale, al blu sacrale, passando per il blu notte, la collezione ha visto anche numerosi elementi denim, caratterizzati quindi dal blu jeans. Si tratta di una novità nella linea Dior. Un altro riferimento alla storia della maison è rappresentato dalla casacca stretta in vita col cappuccio che ricorda una creazione del 1949, il completo Chevrier ispirato alle tuniche dei pastori.

Curiosità: tutte le modelle hanno sfilato con un basco di pelle sulla testa, creazione di Steven Jones. Un altro simbolo che rimanda al passato. Questo accessorio è un chiaro riferimento alla memoria della sorella di Christian Dior, Catherine, che fu partigiana e prigioniera dei nazisti. Fu proprio lei a ispirare il nome dato al primo profumo Miss Dior.

Oltre al denim, tra i tessuti usati anche il velluto, il taffetà e il tulle. In passerella sfila l’abito tutù, caratterizzato dal bustier e dalle trasparenze, così come la cimosa J’ADIOR. Sfilano anche tute palazzo, blouson e camicie delavée, bomber, cappe e pellicciotti.

Maria Grazia Chiuri ha intrapreso un percorso coerente. A passi felpati sta entrando a fondo e studiando la tradizione della maison, che sta riproponendo con grande rispetto attraverso gli elementi più cari a Monsieur Dior. Se da un lato la stilista sta rielaborando in una nuova chiave stilistica alcuni capi iconici, dall’altra sta inserendo poco a poco delle piccole novità. C’è innovazione e tradizione, ma anche grande rispetto. Perché da Dior si può entrare solo così.

Dior, la collezione

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