I papá di oggi come sono? ecco cosa ne pensano gli psicologi

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I papá di oggi – Voi come siete? Materno o rivale? Compagno o assente? Od addirittura vi definite padre suo malgrado? Questi, secondo gli psicologi, sono i cinque principali profili-tipo del papá.

I papá di oggi – Non esiste piú il pater familia

Ormai crollata la figura del pater familias, il patriarca padre-padrone che ha fatto da padrone nella scena familiare per secoli, ormai il papá di oggi é cambiato. La societá non gli impone piú di eservitare un ruolo ben definito. Il padre oggi ció che il suo istinto gli suggerisce. I risultati? Delle volte non sono proprio brillanti.

Ecco quali sono le caratteristiche che psicologi e psichiatri hanno indicato per distinguere i papá.

I papá di oggi.

Il padre materno

“Dietro un papà che si mostra materno con il proprio bimbo, che gli cambia il pannolino, che gli prepara il biberon, che gli fa il bagnetto, ci sono uomini diversi”

Cosí spiega Éric Trappeniers, psicoterapeuta familiare e direttore dell’Istituto di studi della famiglia di Tolosa. Prima di tutto c’é l’uomo che desidera stare vicino al proprio bebé. Tutto cié crea con la compagna una situazione di armonia che risulterá benefica per la crescita del bambino.

“Ma, a volte – avverte l’esperto – questa ‘maternità paterna’ nasconde una rivalità: l’uomo assume questo ruolo per sminuire quello della compagna, affermando implicitamente che lei non è in grado di fare la madre. Oppure può essere la donna stessa a imporla al compagno, senza tener conto delle sue aspirazioni, in virtù di una proclamata parità. E in entrambi i casi il bambino viene strumentalizzato per i propri scopi”.

Il consiglio? Quando l’attitudine materna del padre porta tensioni nella coppia, ecco cosa suggerisce Trappeniers:

“è essenziale lavorare sul legame coniugale, piuttosto che prendere il figlio in ostaggio”

Il padre compagno

Il papá di oggi che si mette al pari del figlio. Condivide gli stessi interessi, giochi, anche lo stesso modo di vestire. In questo modo, la figura del padre autoritario, viene di certo meno.

 “Certamente – spiega lo psicanalista Patrick Avrane ed autore del libro ‘I padri ingombranti’ – il figlio apprezza la complicità e si sente valorizzato. Ma al tempo stesso può vedere il genitore come troppo invasivo, incapace di stare a distanza. E la madre può essere completamente esclusa da questo tipo di rapporto. Il padre rifiuta poi di esercitare la propria autorità e delega questo compito ingrato alla compagna”.

Il rischio é quello di arrivare a scoinvolgere totalmente gli equilibri familirari. Il consiglio? La madre deve pretendere che il padre partecipi alle decisioni importanti e di carattere educativo per il figlio. Il padre deve sí saper essere un compagno di giochi, ma deve anche prendersi le sue responsabilitá.

Il padre rivale

Per i papá di oggi che sentono questa rivalitá, il figlio rappresenta un rivale che toglie loro l’amore della compagna, specie quando il bambino è piccolo.

“E quando cresce – sottolinea lo psicoterapeuta Bruno Décoret – la rivalità si può spostare sul terreno della seduzione, soprattutto se il figlio è un maschio. Questo comportamento generalmente è provocato da una mancanza di autostima nell’uomo, dalla paura che la propria virilità sparisca nella paternità facendolo diventare non più maschio ma solo genitore”.

In questo modo peró, senza una figura maschile rassicurante, il figlio tenderà inevitabilmente a legarsi ancora di più alla madre. Questo non fará altro che aumentare la gelosia del padre nei suoi riguardi.

Il consiglio? La donna deve di certo rassicurare il compagno sui propri sentimenti. Deve soprattutto resistere alla piacevole sensazione di trovarsi al centro dell’attenzione per via delle gelosie del marito.

Padre senza volerlo

Alcuni uomini diventano padri senza volerlo. Capita semplicemente perché la donna con la quale hanno una relazione rimane incinta.

 “Ma il fatto che partano male – spiega la psicanalista Spohie Marinopoulos – non significa che questi ‘padri loro malgrado’ non diventino poi bravi papà. Dopo lo choc dell’annuncio, alcuni possono avviare un processo di riflessione, mettendo da parte l’idea di essere stati ingannati e interrogandosi sulla loro parte di responsabilità, arrivando, anche se lentamente all’accettazione del bambino, il più delle volte dopo la nascita quando hanno occasione di tenerlo in braccio. Altri, invece, si rifugiano dietro un rifiuto categorico, e vedranno sempre il bambino non come loro figlio ma come un’entità astratta.”

Il consiglio? Innanzitutto la donna deve stare accanto al compano. Il suo ruolo é quello di  non peggiorare la situazione con il bambino distruggendo soprattutto nella sua psiche la figura del padre. Piuttosto che dire al figlio  “non ti ha voluto”, sarebbe meglio scegliere con moderazione le parole e spiegare semplicemente che “credeva di non essere in grado di fare il padre”.

Il padre assente

Un problema molto diffuso tra i papá di oggi. Certi padri sono purtroppo assenti per i propri figli a causa del lavoro. Un altro motivo puó essere il divorzio da parte della moglie che li ha allontanati dalla casa.

 “Ma è un’assenza fisica – spiega lo psicologo Daniel Coum, direttore dell’associazione genitoriale Parentel – che non comporta automaticamente una sensazione di mancanza nel bambino, il quale può benissimo pensare al padre anche quando non c’è e costruirne una rappresentazione interiore, in modo che sia psicologicamente presente”.

Bisogna sapere che una lunga assenza da parte del padre può minacciare il rapporto con un bambino di meno di due anni. Quest’ultimo non ha ancora la capacità psicologica per capire perché non c’é un padre accanto a lui .

Il consiglio?

“Una donna – dice Coum – ha tutto il diritto di soffrire per l’assenza del compagno, di risentirsi, di essere in collera. Ma il figlio non può essere il suo ‘confidente’: il bambino ha bisogno che l’immagine del padre resti credibile”


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