Vittima della strada, famiglia rifiuta risarcimento:vogliamo giustizia

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    Giada Molinaro in una foto tratta dal suo profilo Facebook. 16 settembre 2016 +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++

I familiari di Giada Molinaro, la giovane di 17 anni travolta e uccisa da un pirata della strada il 14 settembre scorso a Varese, rifiutano il risarcimento: non vogliamo un euro, solo giustizia per nostra figlia’.

Flavio Jeanne, cuoco di 24 anni, è il pirata arrestato tre giorni dopo l’incidente. L’assicurazione del giovane si è offerta di risarcire la famiglia della ragazza con quasi un milione di euro prima del processo ma i genitori dicono di no e non vogliono scendere a compromessi. Si tratta di una cifra molto importante: la compagnia assicurativa si è detta pronta a raggiungere la massima fascia risarcitoria in questo specifico caso. Parliamo di circa 300mila euro per ciascun genitore e a seguire cifre decrescenti per i familiari più stretti

Flavio Jeanne dopo l’incidente ha ignorato gli appelli della famiglia che invitava il responsabile dell’incidente a costituirsi, ignorò le suppliche della sua fidanzata a confessare ogni cosa. Fu bloccato poi a Sesto Calende mentre andava a lavorare dopo aver lasciato dal meccanico la Kia Rio grigia che travolse Giada.

In officina aveva detto di aver «investito un cinghiale» per giustificare quel parabrezza sfondato ancora sporco del sangue della diciassettenne e quel fanale distrutto nell’impatto che gli agenti del comando di polizia locale di Varese ricostruirono dopo aver raccolto i frammenti lasciati sull’asfalto dal pirata in modo da individuare il modello dell’auto guidata dal fuggiasco

Il 21 marzo Jeanne comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari di Varese. Nel frattempo però è arrivata l’offerta di risarcimento dall’assicurazione del ragazzo.

Il padre e la madre di Giada, tramite il loro avvocato, spiegano che il risarcimento alleggerirebbe la posizione del pirata della strada.

“Accettare il denaro impedirebbe questa specifica costituzione nel procedimento: «I familiari, al massimo, potrebbero essere considerati parte lesa, una posizione processuale molto meno forte”. “I miei assistiti vogliono giustizia, senza sconti, senza alleggerimenti. Una sentenza giusta, entro i limiti previsti dalla norma ovviamente, ma senza alcun alleggerimento” spiega l’avvocato della famiglia.

 


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