Dati Istat quarto trimestre 2016, economia in crescita: Pil sale 1%

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Nel quarto trimestre del 2016 il Pil italiano è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1% in confronto allo stesso periodo del 2015.

Considerando che il 2016 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al 2015, nel corso dell’intero anno il Prodotto interno lordo è aumentato dell’1%. Un risultato – precisa l’Istat – coerente con la stima del Pil pubblicata il primo marzo (0,9% di crescita annua).

Nel complesso, se pur nell’ultimo biennio il Pil si sia mostrato in ripresa, il livello resta “ancora inferiore di oltre il 7% rispetto al picco di inizio 2008 e solo nel 2016 ha superato quello del 2000”, spiega l’Istat (nel rapporto sulla competitività dei settori produttivi).

La variazione acquisita del Pil per il 2017 è pari a +0,3%. Lo calcola l’Istat confermando le stime preliminari sull’andamento dell’economia italiana. La crescita acquisita è quella che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno.

Dal punto di vista congiunturale, c’è stata infatti una crescita dello 0,2% dei consumi finali nazionali e dell’1,3% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni sono aumentate del 2,2% e le esportazioni dell’1,9%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito alla crescita per 0,4 punti percentuali. Mentre la variazione delle scorte ha contribuito negativamente per 0,2 punti, e il contributo della domanda estera netta è stato nullo.

Il valore aggiunto è salito dello 0,8% nell’industria, ma non ha segnato variazioni nei servizi ed è diminuito del 3,7% nell’agricoltura.

Secondo la Coldiretti, le cause sono imputabili “all’effetto della deflazione nei campi che ha tagliato i prezzi riconosciuti agli agricoltori, che in alcuni casi come per il grano sono scesi ben sotto i costi di produzione”.

«La caduta prima, e la persistente debolezza poi, del mercato interno hanno ridotto la capacità delle imprese italiane di investire ed espandersi sui mercati esteri», osserva l’Istat. Nell’ultimo biennio, tuttavia, continua il testo, l’allentamento della politica di bilancio, la ripresa del mercato del lavoro e dei livelli di attività economica hanno stimolato i consumi e favorito la crescita degli investimenti (+2,9%) seppure a ritmi tuttora più lenti rispetto ai principali partner europei (Germania +4%, Francia +6%, Spagna +8%).

Le attese dell’Istat sugli investimenti per il 2017 «sono nel segno di un’accelerazione, grazie al miglioramento delle condizioni macroeconomiche e allo stimolo dei provvedimenti legislativi».


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