Ue, ok del governo alla legge di delegazione europea

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Il governo,  su proposta del presidente del consiglio Paolo Gentiloni, ha approvato un disegno di legge che delega l’esecutivo al recepimento delle direttive europee e all’attuazione di altri atti dell’Unione europea , la cosiddetta “Legge di delegazione europea 2016”. Si tratta di 25 direttive e 6 regolamenti europei su temi che vanno dalla disciplina dei pacchetti turistici e dei marchi d’impresa, alla norme su abusi di mercato e alle garanzie per minori indagati in processi penali.  Inoltre, il consiglio dei ministri ha dato l’ok anche all’attuazione della direttiva Ue sui diritti per la musica on line e ha autorizzato la richiesta del voto di fiducia per la riforma del processo penale.

Via libera sulla legge di delegazione Ue

Il provvedimento delega Palazzo Chigi a a recepire 25 direttive, “norme destinate – come si legge nella nota – a integrare l’ordinamento nazionale o a disciplinare ex novo aspetti della vita economica, sociale e sanitaria dei cittadini italiani in ambiti estremamente differenziati, che vanno dalla disciplina dei pacchetti turistici e dei servizi collegati a quella dei marchi d’impresa; dalla regolamentazione della distribuzione assicurativa, all’adeguamento della normativa in materia di abuso e di comunicazione illecita di informazioni privilegiate e manipolazioni del mercato (abusi di mercato). Ma anche in materia di indici usati come riferimento negli strumenti e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento; dal rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione d’innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali, alle garanzie per i minori indagati o imputati nei procedimenti penali; dalla protezione dei dati personali nelle attività di indagine, allo scambio automatico obbligatorio d’informazioni nel settore fiscale; dall’interoperabilità del sistema ferroviario dell’Ue e la sicurezza delle ferrovie e delle navi passeggeri, alla riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici”.

Diritto d’ autore

Il consiglio dei ministri,  su proposta del ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, ha approvato in esame definitivo un decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/26/Ue sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multi-territoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno.

“Nello specifico- si apprende dal comunicato emesso da Palazzo Chigi-  il decreto disciplina: l’organizzazione, l’attività e i profili di trasparenza degli organismi di gestione collettiva, stabilendo regole precise sulle attività di riscossione e d’impiego dei proventi; l’obbligo di una relazione di trasparenza annuale; i criteri per la concessione, da parte degli organismi di gestione collettiva, di licenze multi-territoriali per l’esercizio di diritti su opere musicali diffuse su reti online; le funzioni di ispezione e vigilanza dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni”.

Ddl processo penale, ok a fiducia

Dalla riunione dell’ esecutivo è arrivata anche l’autorizzazione alla richiesta del voto di fiducia per la riforma del processo penale. Il provvedimento, che era all’esame del senato, era tornato in commissione giustizia, su decisione della conferenza dei capigruppo in attesa che il governo formulasse un emendamento per armonizzare le spese per le intercettazioni nelle varie procure. “Non sono d’accordo con la scelta di porre la questione di fiducia sulla riforma del processo penale, in assenza di modifiche del test” ha commentato il ministro della famiglia Enrico Costa.  “Sostanzialmente, per due ragioni: prima di tutto le norme sulla prescrizione che allungano a dismisura i tempi del processo e poi perché la delega sulle intercettazioni che scade tra 12 mesi, cioè dopo la fine della legislatura”.

Inoltre, da voci di corridoio trapela che il premier avrebbe espresso vicinanza al ministro Luca Lotti per gli attacchi ricevuti in questi giorni. Gentiloni non avrebbe fatto riferimento esplicito alla vicenda Consip, che per il momento ha scelto di non commentare. “Serriamo le fila e cerchiamo di mettere al riparo il governo dalle fibrillazioni di questi giorni” avrebbe ammesso il presidente del consiglio ai suoi collaboratori.

 


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