Alitalia: piano industriale approvato entro la fine della settimana

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E’ stato un consiglio d’amministrazione “provvisorio” quello che si  è svolto presso la sede Alitalia di Fiumicino, a partire dalla tarda mattinata di ieri. Il pressing di governo (con i ministri Calenda e Del Rio in prima linea) e dei sindacati, scesi in piazza a protestare, ha portato a poter affermare che il tanto atteso piano industriale verrà approvato entro la fine della settimana.

Nel corso della riunione, durata un paio d’ore, “il consiglio è stato anche aggiornato dal ceo, Cramer Ball, sulla situazione finanziaria di Alitalia e, in particolare, sullo stato di avanzamento del lavoro di riduzione dei costi”, si legge nel comunicato emesso a margine del cda. Il manager ha spiegato che la compagnia è in linea con l’obiettivo di arrivare ad una riduzione dei costi “pari a 160 milioni nel solo 2017″ (cifra che non include il costo del lavoro). Ball ha anche evidenziato come ulteriori tagli, sempre non relativi al costo del lavoro, “sono stati identificati e potranno essere realizzati nell’arco del piano”. “Sullo sfondo di un contesto finanziario complesso – fa sapere Alitalia – il consiglio di amministrazione ha preso atto delle performance commerciali della compagnia registrate nel mese di gennaio. In particolare, per quanto concerne i dati relativi al load factor – il tasso di riempimento degli aerei – che nel primo mese del 2017 ha registrato un valore medio del 78%, con una crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente di 4,4 punti percentuali e per quanto riguarda le vendite di biglietti che sempre a gennaio hanno registrano un aumento del 7% rispetto all’anno precedente. Anche i dati preliminari relativi al mese di febbraio appaiono incoraggianti. Sul fronte operativo – prosegue il comunicato – la compagnia ha registrato un tasso di puntualità a febbraio dell’88,9%”.

A preoccupare i sindacati, che sono sul piede di guerra, sono i licenziamenti e i tagli al personale. Si parla di 2000 posti in meno su 12.500 dipendenti e di una riduzione media degli stipendi del 31%.  Dunque, l’avvio di quella che è stata definita la “fase due” di Alitalia targata Etihad si preannuncia piuttosto complicato.

Sindacati in protesta di fronte la sede di Alitalia

Sindacati in protesta di fronte la sede di Alitalia

 

fiumicino

Polizia in assetto antisommossa, Fiumicino

 

Sul fronte della governance, invece, da qualche giorno si vocifera l’arrivo di Luigi Gubitosi, ex dirigente Rai e manager Wind. Il suo nome, infatti, sembrerebbe piacere agli azionisti: Unicredit, Intesa San Paolo (che ha ormai ufficializzato l’addio alla scalata di Generali) e Etihad. Tuttavia, non si sa ancora se Gubitosi prenderà il posto di Cramer Ball o Roland Berger. I rumors parlano piuttosto di una convivenza fra di loro. Sullo sfondo, poi, le decisioni dell’attuale presidente, Luca Cordero di Montezemolo, il quale ha preferito tenere la bocca cucita davanti ai tanti cronisti che “presidiavano” la sede dell’ex compagnia di bandiera. I ben informati dicono che Montezemolo stia da tempo riflettendo sulla possibilità di fare un passo indietro.  Tra giovedì e venerdì, senza dubbio, si avranno maggiori dettagli.

 

 


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