Ultimatum per Zanotti, l’italiano rapito in Siria: “Avete tre giorni”

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Un video dalla Siria con un ultimatum. Tre giorni di tempo per esaudire le richieste avanzate a novembre dello scorso anno, pena l’esecuzione di Sergio Zanotti.

È tornato a farsi sentire il gruppo che dice di avere in ostaggio l’imprenditore bresciano 56enne di Marone, con un pesante ultimatum al Governo italiano.

Il video

Il messaggio è stato recapitato tramite Messenger: i presunti rapitori hanno inviato una foto del passaporto di Zanotti affiancato da una pistola, con un biglietto che porta la data del 16 febbraio.

Già a novembre lo stesso gruppo aveva inviato al sito russo Newsfront un video in cui Zanotti, che per tre anni dal 2010 al 2013 ha vissuto a Sarnico, spiegava di essere stato rapito 7 mesi prima e invitava il Governo a intervenire prima di un’eventuale esecuzione.

Zanotti appariva nel video con indosso una tunica bianca, inginocchiato di fronte a un soldato che imbracciava un fucile: barba bianca incolta, tra le mani solo un biglietto con la data del 15 novembre.

“Se il Governo italiano non risponde alle nostre richieste lo uccidiamo entro tre giorni”. “Siamo in Siria”, è stato aggiunto nel messaggio, “e sono mesi che abbiamo contattato il governo italiano, ma a loro non interessa salvare una vita. Gli faremo fare la stessa fine di Failla e Piano” (i due ostaggi italiani uccisi in Libia, ndr) lo scorso anno.

Sul caso stanno indagando da tempo i carabinieri del Ros per valutare l’autenticità del primo video e le reali capacità del gruppo che tiene in ostaggio l’italiano e che si definisce “vicino all’Isis e membro di Al Qaeda”.

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