Marines americani in Siria per riprendere il controllo di Raqqa

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Sono arrivati in Siria i Marines americani per sferrare l’attacco finale a Raqqa, capitale del Califfato, nelle “prossime settimane”. Il dispiegamento è stato confermato a media statunitensi da ufficiali voluti rimanere anonimi.

I reparti sono dotati di artiglieria pesante, come quelli dispiegati a Sud di Mosul, a Makhmour, nelle fasi preliminari dell’offensiva sulla roccaforte dell’Isis in Iraq.

L’uso dei Marines è il primo segno del nuovo piano, più “muscolare”, voluto dall’Amministrazione Trump nell’offensiva contro il Califfato.

L’artiglieria servirà a distruggere le postazioni fortificate degli islamisti nel perimetro esterno di Raqqa, in modo da consentire alle forze curdo-arabe, Syrian democratic forces (Sdf), di avanzare verso il centro.

 

L’offensiva di Raqqa segue quella già in atto e forse giunta alle battute finale di Mosul. Qui il capo dell’Isis Abu Bakr Al Baghdadi, secondo quanto riferiscono alcune fonti del comando americano, sarebbe andato via lasciando ad altri il compito di resistere all’offensiva delle truppe irachene.

Con la perdita di tre quarti di Mosul, Raqqa, 500 mila abitanti prima della guerra, resta l’unica grande città nelle mani dello Stato islamico. L’attacco finale a Raqqa è stato presumibilmente discusso in un vertice di due giorni fa ad Antalya, in Turchia, fra i capi di Stato maggiore turco, russo e americano.

Verso Raqqa si stanno dirigendo anche le forze governative siriane, appoggiate da reparti speciali russi. Il governo di Bashar al-Assad non ha finora protestato per la presenza di truppe americane sul suo territorio, senza autorizzazione formale, probabilmente su pressione di Mosca che cerca una prima collaborazione con Washington proprio contro l’Isis in Siria.

È di almeno 14 civili uccisi, tra cui sei minori e 4 donne, il bilancio di un bombardamento aereo nel nord della Siria in una zona controllata dall’Isis. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui il raid è avvenuto su Matab, una località a est di Raqqa, la roccaforte dell’Isis nel nord della Siria. Il gruppo di attivisti di “Raqqa viene sterminata nel silenzio” (Rbss) sostengono che gli uccisi nel raid aereo sono 18. Non è chiaro quale aviazione abbia effettuato l’attacco.


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