Lavorare nella moda, i 5 miti da sfatare sul fashion world

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Lavorare nella moda non significa solo fare shopping, andare alle sfilate e avere uno stile di vita come quello raccontato nel Diavolo veste Prada. Ecco i 5 miti assolutamente da sfatare

Siamo tutti d’accordo su quanto il mondo della moda sia uno meraviglioso, fatto di lusso, abiti che fanno sognare, continui eventi a cui presiedere, in cui i riflettori sono sempre puntati. Eppure tutto questo rappresenta solo l’involucro superficiale di un’industria che lavora senza interruzione. Un grande alveare costituito da professionisti ed esperti in ogni campo della moda, che contribuiscono ogni giorno con il loro lavoro a rendere questo settore uno dei più redditizi, ma anche dei più desiderati. Eppure gli stereotipi non mancano e alcuni aspetti vengono spesso estremizzati da chi è esterno a questo ambiente.

Dal lavoro svolto all’interno delle case di moda, alle redazioni dei grandi e piccoli giornali, ecco quali sono quei miti assolutamente da sfatare.

Le giornaliste di moda sono tutte come Miranda de Il Diavolo veste Prada

Miranda Priestley incarna ogni capo? Ci ha pensato Franca Sozzani in un articolo su Vogue dedicato alla vita di redazione a rispondere a questa domanda. “Miranda non esiste”, scriveva l’ex direttrice. “Prepotenze, capricci? Non ce ne sarebbe neanche il tempo. E poi, non vedo chi li sopporterebbe o chi “mi” sopporterebbe”. Ci sono però dei ruoli, questo è vero e ci sono anche persone di qualsiasi natura, caratterizzate da comportamenti e atteggiamenti più o meno affabili. Come in qualsiasi altro lavoro.
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Lavorare nella moda significa solo cucire abiti

Molti considerano la moda un universo a binario unico. Essere però un designer e realizzare abiti con le proprie mani è solo una piccola parte di un settore molto variegato. La moda è infatti un vero e proprio business, un’industria costituita da milioni di persone che occupano ruoli e posizioni molto diverse tra loro: dal designer e lo stylist, alle modelle e ai fotografi, dal buyer al PR, dal giornalista al consulente d’immagine, dal responsabile marketing a quello tech. Ci sono poi molte funzioni trasversali che servono tutti i dipartimenti e che sono comuni a tutte le aziende.

La Fashion Week è solo una grande festa glamour

Se per fashion week si intendono gli scatti che vedete su Instagram o Facebook allora sì. Tutto fa pensare a un grande festa glam a cui pochi possono accedere. Eppure così non è. Le settimane della moda sono un formicaio, in cui si lavora giorno e notte per realizzare sfilate impeccabili, curate nei mini dettagli ed eventi esclusivi. Tutto questo prevede molto movimento, fatica e poco sonno, da parte di tutti gli addetti ai lavori.

Gli esperti di moda sono superficiali

Si può non essere esperti di moda e superficiali oltre modo. Per lavorare in quest’industria sono necessarie capacità non comuni a tutte le persone: grande creatività, spirito di osservazione e organizzazione e una cultura molto più ampia di quello che si potrebbe pensare.

Si spende la maggior parte del tempo tra feste, cene ed eventi

La mondanità rappresenta solo una piccola parte del lavoro di alcuni addetti. Feste, cene ed eventi sono però solitamente occasioni per prendere accordi, conoscere persone o fare interviste, per poi scriverne fino a notte inoltrata. Lavoro e divertimento possono dunque anche intrecciarsi.

Si giudica lo stile degli altri

Diversamente da quello che è il pensiero più comune, la moda non è un continuo “ma come ti vesti?”, ma uno strumento per ricercare uno stile personale e definire la propria individualità. La moda è la massima espressione della libertà.


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