Appalti truccati a Roma e Napoli: nove arresti nella capitale

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Caso appalti truccati a Roma e Napoli. Nove arresti nella capitale tra dirigenti pubblici e dipendenti asl. Nel capoluogo partenopeo, coinvolti politici, professionisti e imprenditori di circa dieci comuni: la direzione distrettuale antimafia e la guardia di finanza hanno eseguito 69 ordinanze cautelari, con accuse di corruzione, turbativa d’asta e concorso esterno in associazione mafiosa.

Terremoto giudiziario a Napoli

Il caso napoletano è stato preso in carico dai pm. Al centro delle indagini sugli appalti truccati, quello che è stato definito dai magistrati come il presunto “sistema La Regina”. Il sistema era diretto a pilotare appalti banditi da alcune pubbliche amministrazioni. All’architetto, considerato a capo del “giro d’affari”, è stata contestata l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica, viste alcune intercettazioni ambientali svolte nello studio di La Regina.

Nove arresti a Roma

Nove arresti a Roma. Reati di corruzione, turbativa d’asta e traffico di influenze illecite al centro dello scandalo. Bustarelle e posti di lavoro per avere in cambio commesse pilotate e agevolazioni illegittime. È ciò che rendono noto i Nas. Sei persone sono ai domiciliari, tre in carcere. Dietro le sbarre, due dirigenti della asl Rm1 e un gestore di uno studio medico per il rinnovo delle patenti. Domiciliari, invece, per sei dipendenti asl e alcuni imprenditori. Indagate altre 10 persone tra dirigenti e pubblici ufficiali, tra cui soggetti “ritenuti coinvolti in una ramificata rete di reciproche facilitazioni affaristiche finalizzate alla realizzazione di profitti e vantaggi personali, perpetrate mediante traffici di influenze e la redazione di false attestazioni”. Al centro dell’indagine, appalti per opere manutentive di strutture sanitarie a Roma.


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