Verso la Brexit: la Regina Elisabetta firma la legge per il via libera

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    Britain's Queen Elizabeth smiles, during her visit to her grandson, Prince William, at RAF Valley, in north Wales April 1, 2011. Prince William, who is due to marry Kate Middleton on April 29, is serving as a search and rescue helicopter pilot, based at RAF Valley on Anglesey, an island off the north west coast of Wales. REUTERS/Christopher Furlong/Pool (BRITAIN - Tags: ENTERTAINMENT ROYALS IMAGES OF THE DAY)

La Brexit è sempre più vicina: la Regina Elisabetta II ha apposto oggi la sua firma, il cosiddetto “Royal Assent”, l’assenso reale, sotto la legge che dà il potere al governo britannico di avviare i negoziati formali con Bruxelles per l’uscita del Regno dall’Unione Europea.

Si tratta di un atto formale che chiude definitivamente l’iter della legge, in un testo che non pone di fatto alcun vincolo negoziale all’esecutivo.

La legge, approvata lunedì scorso dalla Camera dei Comuni che ha respinto gli emendamenti approvati dalla Camera dei Lord con cui si attribuivano alcuni diritti ai cittadini comunitari presenti in Gran Bretagna e si stabiliva che fosse necessario un voto del Parlamento sul futuro accordo per l’uscita di Londra dall’Unione.

Cosa succede adesso

La premier conservatrice Theresa May ora può attivare la procedura in qualsiasi momento. Nei giorni scorsi aveva annunciato che l’attivazione dell’Articolo 50 del Trattato di Lisbona arriverà entro la fine di marzo: “Stiamo rispettando il calendario stilato sei mesi fa. Tornerò a questa Camera prima che finisca il mese, per notificare l’attivazione formale dell’articolo 50 e l’inizio del processo perché il Regno Unito lasci l’Unione europea”.

Da regolamento, una volta aperti i negoziati formali con Bruxelles, la Brexit dovrebbe consumarsi entro il termine di due anni, salvo proroghe.

Sarà un “momento decisivo” per il Paese, ha affermato la leader conservatrice alla Camera dei Comuni, sottolineando che esso “forgerà una nuova relazione con l’Europa e un ruolo nuovo nel mondo”. Avremo, ha proseguito, “un Regno Unito forte”, con il “controllo delle sue frontiere e delle sue leggi”.

Fonti ufficiose vicine a Downing Street hanno anche già indicato il “giorno X” della notifica: sarà nell’ultima settimana di marzo, in tempo per rispettare la scadenza fissata dalla stessa May, ma senza incrociare appuntamenti “celebrativi” dell’Ue già in calendario.

 


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