Alitalia, ecco il piano industriale. Il governo: “Servono chiarimenti”

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Dopo mesi di smentite, trattative e polemiche, Alitalia ha finalmente presentato il tanto atteso piano industriale 2017-2021.  Un progetto che il governo ha considerato “molto ampio”, con “numerosi elementi da chiarire” e che richiede una “implementazione rapidissima”.

Riduzione dei costi per un miliardo entro la fine del 2019, aumento dei ricavi del 30%, flotta di breve e medio raggio ridotta di 20 aerei e nuova offerta competitiva per le rotte di medio e breve raggio: queste le misure adottate dal cda della compagnia di volo. Il nuovo piano prevede, infatti, che Alitalia, entro la fine del 2019, riduca i costi per un miliardo di euro. Sempre entro i due anni, è previsto un aumento dei ricavi pari al 30%, dagli attuali 2,9 miliardi a 3,7 miliardi entro la fine del 2019. Alitalia prevede, inoltre, una riduzione della flotta di breve e medio raggio di 20 aeroplani e una nuovo offerta competitiva per le rotte di breve e medio raggio.

Alitalia avrebbe identificato 2037 esuberi tra il personale di terra. E’ quanto emerge dal confronto in corso tra azienda e sindacati. Gli esuberi riguardano, a quanto si apprende, sia contratti a tempo determinato che indeterminato. La riduzione riguarda il 51% dell’organico negli uffici. Ai 2.037 esuberi si aggiunge il problema del personale navigante – circa 400 persone – che ha il contratto di solidarietà in scadenza a fine 2017. A quanto si apprende nel piano industriale Alitalia, illustrato ai sindacati, ci sono tagli salariali del 28% per i piloti sul medio raggio, 22% per quelli operativi sul lungo raggio e 32% per gli assistenti di volo.

Di seguito, i quattro punti cardine del piano industriale:

  1. RIVISITAZIONE DEL MODELLO DI BUSINESS – Gli aerei  per i collegamenti di breve e medio raggio voleranno di più e offriranno più posti. Verrà introdotto un nuovo servizio di acquisti a bordo insieme a tariffe più convenienti, con l’obiettivo di accrescere i ricavi e ridurre significativamente i costi. “Nei collegamenti di breve e medio raggio- ha dichiarato l’amministratore delegato, Cramer Ball – i passeggeri potranno personalizzare l’esperienza di viaggio”. “Semplificheremo le tariffe e daremo ai nostri clienti l’opportunità di acquistare servizi extra, come ad esempio la scelta del posto a bordo, il trasporto del bagaglio in stiva o la priorità di imbarco”. “Sui voli di durata pari o inferiore alle quattro ore – ha proseguito il ceo – introdurremo il concetto del buy on board, un servizio di acquisti di cibo e bevande durante il volo che è da tempo prassi nel mondo delle compagnie low cost e che ora si sta diffondendo sempre più anche tra i vettori tradizionali. Offriremo ai nostri clienti un’ampia varietà di scelta fra cibi caldi e freddi, snack e bevande, proponendo un servizio all’insegna dell’italianità a prezzi concorrenziali”.
  2. RIDUZIONE DEI COSTI E INCREMENTO DELLA PRODUTTIVITA’ – Le compagnie aeree low cost attualmente detengono il 47% della quota di mercato nel trasporto aereo italiano. Pertanto,  sono già in corso negoziazioni con numerosi fornitori per rivedere i contratti e, conseguentemente, avvicinare i costi a livelli paragonabili a quelli dei concorrenti.
  3. OTTIMIZZAZIONE DEL NETWORK E DELLE PARTNERSHIP – Entro il 2018 Alitalia riequilibrerà la sua flotta di breve e medio raggio, detta narrow body, riducendola di 20 aerei. Crescerà al contempo l’utilizzo medio della flotta, aumentandone la produttività in particolare sulle tratte di breve e medio raggio. Alitalia prevede inoltre di incrementare il numero dei suoi voli dall’Italia verso Stati Uniti e America Latina e di consolidare la propria offerta su Milano Linate, in Sicilia e in Sardegna.
  4. SVILUPPO DI NUOVE INIZIATIVE COMMERCIALI – Negli ultimi due anni, Alitalia ha investito 200 milioni di euro in nuove tecnologie, fondamentali per incrementare l’efficienza e la produttività e generare ulteriori opportunità di ricavi. “I clienti che gestiscono i loro viaggi attraverso i device (tablet o smartphone) crescono sempre di più e il nostro obiettivo è rendere ancora più semplice l’interazione con i sistemi Alitalia”, ha dihiarato Cramer Ball. “Circa il 20% dei nostri clienti prenota oggi il volo online; vogliamo raggiungere e superare la soglia del 50%“, ha continuato.

Presentato al governo

Il piano Alitalia è poi stato presentato al governo, che lo attendeva dallo scorso 9 gennaio.  Intorno al tavolo, presieduto dai ministri dello sviluppo Carlo Calenda e dei trasporti Graziano Delrio, Luigi Gubitosi, neo consigliere di amministrazione e futuro presidente esecutivo, l’a.d. Cramer Ball, il presidente Luca Cordero di Montezemolo e il vice presidente James Hogan. Inoltre, hanno preso parte i rappresentanti delle banche socie: Unicredit ed Intesa San Paolo. “Il lavoro da fare, però, ora è molto”, hanno dichiarato a margine del vertice Calenda e Delrio. “Il lavoro di approfondimento inizia già dalle prossime ore nei rispettivi ambiti di competenza”, hanno proseguito.

Uno dei temi più caldi resta quello degli esuberi. Sono infatti previsti nei prossimi giorni numerosi incontri tra vertici della compagnia, governo e sindacati. “Sembra un piano fondato sulla sabbia, non di sviluppo ma di ridimensionamento”, sentenzia Claudio Tarlazzi della Uilt; “Verificheremo se si tratta di un piano lacrime e sangue o se conterrà realmente ipotesi di sviluppo”, controbatte mentre Nino Cortorillo della Filt Cgil.

Infatti, secondo l’Ansa, sarebbero addirittura 2mila gli esuberi fra il solo personale di terra previsti nel piano di rilancio di Alitalia, che prevede anche l’assunzione nel 2019 di circa 500 unità per il personale di volo (assistenti di volo e piloti). Nel piano ci sarebbe anche l’arrivo, nel 2019, di 8 nuovi aerei (che si aggiungerebbero all’unità entrata in attività circa 1 mese fa), che verrebbero utilizzati per una decina di nuove rotte di lungo raggio.

I sindacati, al termine dell’incontro con Alitalia sul piano, hanno deciso lo sciopero. “Confermiamo lo sciopero, che sarà unitario e sarà il 5 aprile, l’unica data possibile, di 24 ore”.


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