Brexit, ci siamo: la data è il 29 marzo e si invocherà l’art. 50

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Ci siamo, la premier britannica Theresa May non vuole perdere tempo e scriverà alla Ue per notificare il ricorso all’articolo 50 del trattato di Lisbona e avviare le procedure per l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue il prossimo 29 marzo: l’annuncio arriva dal portavoce di Downing Street, sede del capo del governo di Londra.

La Commissione europea è pronta ad iniziare i colloqui con il regno Unito sulla Brexit, ha comunicato il vice portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas: “Siamo in attesa della lettera ufficiale. Ora sappiamo che arriverà il 29”.

La notifica dell’intenzione di Londra di uscire dall’Ue non rovinerà il summit di Roma e le celebrazioni per i 60 anni dei trattati, ha detto Angela Merkel oggi ad Hannover a margine della fiera Cebit. Secondo Merkel, May aveva sempre indicato la fine di marzo come data per la notifica della Brexit e “non fa alcuna differenza se la notifica arriva un giorno prima o tre o sette giorni dopo”.

Per la cancelliera l’attenzione su cui dovrà focalizzarsi l’Ue è lavorare sulla Brexit e “rafforzare la cooperazione fra gli altri 27 membri”.

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha annunciato su twitter che presenterà agli Stati membri dell’Ue il progetto con le linee guida per Brexit entro 48 ore dall’attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona con cui il Regno Unito lascerà il blocco europeo.

Da quel momento serviranno circa due anni perché la Brexit sia effettiva: i 24 mesi servono per le discussioni tra autorità europee e britanniche per stabilire sia le modalità di uscita del Regno Unito sia il futuro rapporto tra Londra e Bruxelles.

La richiesta formale sarà indirizzata al Presidente del consiglio europeo Donald Tusk. Dopo 48 ore arriverà una risposta da Bruxelles. Il documento conterrà una bozza delle modalità e tempi dei negoziati da sottoporre a Londra.

La Scozia insiste per il referendum

 

Intanto dalla Scozia Nicola Sturgeon continua a far pressing per un nuovo referendum sulla secessione dalla Gran Bretagna. Edimburgo ha ribadito ancora una volta che la volontà del parlamento scozzese andrà rispettata e ha aggiunto che – sebbene occorra il placet di Westminster – la data di una nuova consultazione sull’indipendenza non potrà essere rinviata «secondo i comodi» della premier britannica Theresa May (la quale ha detto giorni fa che per ora non se ne parla).


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