Tassisti rifiutano incontro con Uber: confermato sciopero del 23 marzo

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Tra i tassisti e Uber è ancora scontro. Confermato lo sciopero nazionale dei taxi giovedì 23 marzo: i sindacati delle auto bianche hanno deciso di disertare in massa l’incontro con i vertici di Uber previsto nella giornata di ieri, ribadendo il rifiuto all’ingresso dell’azienda statunitense nella mobilità non di linea nel nostro Paese.

L’agitazione, proclamata dai rappresentanti dei tassisti, riunito a Roma, durerà 14 ore, dalle 08.00 alle 22.00.

Saranno rispettate le fasce di garanzia e durante lo sciopero saranno assicurati i servizi sociali, cioè il trasporto di anziani, portatori di handicap e malati.

Nonostante la trentina di sigle sindacali che frammentano la categoria dei tassisti, i rappresentanti delle auto bianche si trovano tutti d’accordo nel dire no all’ingresso di Uber nel mercato italiano della mobilità pubblica non di linea.

«Non riconosciamo un soggetto che ha interessi privati e non generali. Non stiamo parlando di un’associazione ma di una società privata: Uber non opera nel rispetto delle regole», dice Loreno Bittarelli, presidente dell’Unione Radiotaxi italiani (Uri).

Per il sindacalista, «Uber non avrebbe il diritto di operare, né tantomeno di fare delle proposte».

 

Giovedì incroceranno le braccia, invece, i tassisti dell’Unica Cgil, che ha deciso di non cadere «nell’invito trappola» di Uber e chiede al Governo Gentiloni «un unico tavolo per discutere il trasporto pubblico non di linea: taxi-ncc.

Le richieste

L’Unica chiede «che venga disinnescata la mina delle innovazioni tecnologiche, condizione necessaria per continuare un lavoro proficuo e responsabile al tavolo tecnico presso il ministero dei Trasporti», parlando di una normativa che va regolata anche «rispetto all’uso della moderna tecnologia, ma senza stravolgerla».

Domani, intanto, il top manager di Uber Italia, Carlo Tursi, sarà ricevuto al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dove arriverà con «una proposta concreta» che coglie il suggerimento arrivato dieci giorni fa dall’Antitrust, che chiede una regolamentazione del settore della mobilità prevedendo anche l’ingresso delle piattaforme tecnologiche, come Uber appunto.


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