Vivendi chiede i danni a Mediaset per diffamazione: è guerra aperta

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Non si ferma il braccio di ferro tra Vivendi e Mediaset. Il colosso francese ha chiesto a Mediaset un risarcimento danni per diffamazione perchè convinto di essere stato danneggiato dalla campagna mediatica che ha accompagnato la vicenda della pay tv Premium.

Al centro del procedimento c’è la mancata cessione del 100% di Premium ai francesi, citati in giudizio da Mediaset  per non aver rispettato l’accordo sottoscritto l’8 aprile scorso.

Il Biscione chiede l’effettiva esecuzione del contratto vincolante concluso tra le parti l’8 aprile 2016 e pretende un risarcimento danni complessivo non inferiore a 1,5 miliardi di euro, calcolato sulla base di un importo pari a 50 milioni per ogni mese di ritardo nell’adempimento da parte di Vivendi  a partire dal 25 luglio 2016.

Anche la Fininvest ha intentato una causa contro i francesi, chiedendo un risarcimento dei danni già subiti pari a una cifra non inferiore a 570 milioni di euro.

Nei mesi scorsi, Vivendi , tramite un portavoce, aveva fatto sapere di non “accettare di essere accusata di non onorare i contratti, riservandosi ogni azione per tutelare la sua onorabilità”, compresa una causa per diffamazione.

La risposta di Mediaset

Mediaset è passata al contrattacco, ha infatti presentato una querela per diffamazione contro Vivendi  a seguito di alcune interviste del ceo, Arnauld de Puyfontaine, sulla ricostruzione dei fatti. Solo ieri in un’intervista al Financial Times, il top manager ha definito “ingannevoli” alcune informazioni fornite da Mediaset  sulla pay tv prima dell’accordo.

Anche Fininvest ha reagito, accusando Vivendi  nella sua scalata fino a quasi il 30% del capitale di Mediaset  di aver rotto il patto parasociale che le impediva di salire oltre il 3,5% del capitale del gruppo di Cologno Monzese.

Perciò i legali del Biscione hanno chiesto ai francesi un risarcimento danni per violazione del patto parasociale che, stando a quanto si è appreso, faceva parte dell’accordo sulla cessione di Premium. I danni non sono ancora stati quantificati né da Mediaset  né da Fininvest.

 


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