Si ammala di cancro dopo trasfusione infetta: maxi risarcimento

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Una trasfusione di sangue infetto e un uomo di Alghero si ammala di cancro al fegato e dopo un lungo calvario muore. L’uomo, Salvatore Furesi, è morto nel 2003 per un epatocarcinoma, un tumore al fegato. Ora a distanza di 11 anni  il giudice monocratico del tribunale di Cagliari ha condannato il ministero della Salute a risarcire lei e i suoi tre figli, ormai adulti, con 960mila euro. La difesa è riuscita a dimostrare il nesso di causa effetto tra la patologia contratta e le trasfusioni che aveva subito all’ospedale civile di Sassari.

La vicenda

L’incubo comincia nel 1988 quando viene ricoverato all’ospedale civile di Sassari per un intervento di bypass al cuore. Dopo l’operazione gli viene trasfuso sangue infetto. Inizia il suo calvario. Salvatore è sempre più debole, le sue condizioni di salute peggiorano di giorno in giorno. Prima contrae l’epatite C, poi la cirrosi, fino a quando i medici gli dicono che aveva un tumore al fegato.

«Il suo calvario è durato 8 anni – racconta la signora Italia – Dopo l’intervento, a causa delle trasfusioni, ha contratto l’epatite C, che si è trasformata prima in cirrosi, poi in tumore. Un calvario durato anni, fino alla sua morte, nel 2003. Nonostante ciò Salvatore non ha mai smesso di godersi la vita, fino alla fine». Anche grazie al suo datore di lavoro, l’Enel, che dopo aver saputo della malattia lo aveva trasferito in un ufficio, dopo una vita trascorsa a fare l’elettricista.

Il caso nazionale

Lo scandalo del sangue infetto scoppia in Italia tra la fine degli ani ’80 e i primi anni ’90, quando si scopre che alcune aziende farmaceutiche hanno commercializzato nel nostro paese flaconi di emoderivati contaminati. Era, in pratica, sangue ottenuto volontariamente da soggetti a rischio (detenuti, tossicodipendenti) molto più economico per le cause farmaceutiche che riuscivano poi a piazzare i prodotti infetti sul mercato dopo aver fatto pressioni su politici e funzionari pubblici. Decine di migliaia di persone sono state contaminate negli anni da virus mortali come l’Aids o l’epatite

 


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