Bloccano l’ambulanza perché in contromano, trasportava un malato grave

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L’ambulanza va in contromano, la bloccano e costringono a tornare indietro, ma trasportava un malato grave. È ciò che è successo a Torino. Due automobilisti, sostituendosi per spirito d’iniziativa alle forze dell’ordine non hanno fatto passare l’ambulanza che voleva evitare una coda, vista l’emergenza. Poi, hanno postato il video su Facebook, “denunciando” l’accaduto. La vera denuncia è arrivata, però, dalla Croce rossa italiana, che li porterà in tribunale per interruzione di pubblico servizio. Inutili le scuse dei due uomini, dovranno presentarsi davanti al giudice.

“Anche voi dovete rispettare la legge, vergogna”, queste le parole degli improvvisati vigili urbani. Il malato trasportato dal 118 aveva una grave emorragia interna, doveva essere operato d’urgenza. Il mezzo di soccorso, per evitare la lunga coda, è entrata contromano in una strada, con sirene e lampeggianti accesi. Gli automobilisti hanno bloccato la strada, costringendo i soccorsi a tornare indietro in retromarcia, mentre riprendevano il gesto “eroico” con il cellulare e postandolo sulla pagina Facebook “Torino sostenibile”. Mentre uno dei due effettuava le riprese, l’altro chiedeva all’operatore medico le sue generalità, come se fosse un tutore dell’ordine. I due delinquenti, hanno commentato su Facebook: “L’ambulanza entra in contromano senza nessun motivo e avanza decisa. Menomale che sono volontari che aiutano i cittadini nel momento del bisogno, ma almeno quando girano a vuoto non mandino le persone all’ospedale per colpa loro”.

Fortunatamente, i medici sono arrivati in tempo all’ospedale “Molinette” di Torino, dove il paziente è stato operato d’urgenza e salvato in extremis.

Il comunicato del presidente della Croce rossa

Il presidente della Croce rossa di Beinasco, Davide Castelli, ha esposto querela presso i carabinieri: “Ritengo doveroso tutelare la mia associazione da eventuali azioni legali che potrebbero essere intraprese in seguito a un possibile aggravamento del paziente trasportato. Ma voglio soprattutto difendere il mio personale che lavora ogni giorno. Il servizio che garantiamo noi e tutte le realtà come la nostra, 365 giorni all’anno e 24 ore su 24, non è un gioco. Chi si permette di fermare un’ambulanza in corsa per avere un “mi piace” su qualche social network si deve rendere conto della gravità di quello che sta facendo”.


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