Arresto Navalny, 15 giorni di carcere per l’oppositore di Putin

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Quindici giorni di carcere per Alexey Navalny. Il blogger ed ex deputato, oppositore di Putin, è stato fermato ieri a Mosca per aver inneggiato e partecipato a manifestazioni non autorizzate contro il governo reggente. In più di diecimila sono scesi in piazza per manifestare contro il fermo. Centinaia di manifestanti arrestati, 1400 fermati dalle forze dell’ordine. Gli Usa, la Germania, il ministro degli esteri Angelino Alfano e l’Unione europea si sono schierati contro gli arresti dei manifestanti pacifici. Salvini, invece, parla di una “montatura mediatica contro Putin”.

Navalny, tramite Twitter, scrive: “Verrà il giorno in cui noi giudicheremo loro, ma quel giorno lo faremo in maniera onesta”. Stamattina l’oppositore apparirà in tribunale dopo la prima notte di carcere. Il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov, risponde alle accuse americane e dell’Unione europea, dicendo: “Non possiamo essere d’accordo con questo appello. Pertanto, in questo caso non possiamo prenderlo in considerazione. Navalny ha palesemente mentito dichiarando le manifestazioni legali. Abbiamo delle informazioni riguardo al fatto che dei minorenni hanno partecipato alle manifestazioni di Mosca dietro la promessa di ricompense finanziarie”.

“L’84% di popolarità di Putin è un dato falso”

Il blogger bolla come dato falso l’84% di popolarità di Putin: “Le manifestazioni di ieri, soprattutto quelle che si sono svolte nelle regioni più remote, prima di tutto mostrano come sia completamente artificiale il famoso 84% di popolarità. Se migliaia di persone partecipano a manifestazioni non autorizzate a vuol dire che milioni le sostengono”.

Violato il diritto all’informazione

La polizia russa ha fatto irruzione nell’ufficio dell’oppositore di Putin, nella Fondazione anticorruzione di Mosca, sequestrando i computer e i dati digitali e cartacei. Durante la manifestazione sono stati arrestati anche due giornalisti. Il presidente dell’Unione dei giornalisti di Mosca, Pavel Gusev, ha denunciato il fatto: “Gli ufficiali di polizia hanno violato il diritto costituzionale dei giornalisti a raccogliere informazioni”.

Le parole di Salvini

Matteo Salvini, fuori dal coro, difende Putin: “Mi sembra esagerato creare novelli eroi. È l’ennesima montatura mediatica. Io sono per la libertà di pensiero. E sono sempre per le manifestazioni autorizzate. Ma non mi sembra che questa sia stata autorizzata. Tra Putin e l’Europa, come potrei scegliere questa Europa?”.


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