Istat, torna a salire la fiducia dei consumatori e delle imprese

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Buone notizie sul fronte della fiducia dei consumatori e continua ad aumentare quella delle imprese, che raggiunge il livello più elevato da gennaio 2016.

Gli indici calcolati dall’Istat si sono attestati rispettivamente a quota 107,6 (da 106,6, rimanendo comunque sul livello medio del periodo gennaio-febbraio) e 105,1 (da 104,3).

Consumatori

Sul fronte dei consumatori, l’aumento dell’indice di fiducia è dovuto essenzialmente al miglioramento del clima economico (da 120,8 a 126,4) e di quello futuro (da 109,9 a 111,6); invece, il clima personale e quello corrente scendono rispettivamente da 102,1 a 101,0 e da 104,7 a 104,5.

I giudizi e le aspettative dei consumatori riguardo la situazione economica del Paese migliorano (il saldo passa da -50 a -60 e da -37 a -29) e aumenta il saldo sia dei giudizi (da -16 a -7) sia delle aspettative (da -17 a -11) sui prezzi al consumo.

Infine, le attese sulla disoccupazione per i prossimi 12 mesi sono in diminuzione (da 28 a 24 il saldo).

Imprese

Con riferimento alle imprese, a marzo si registra un diffuso miglioramento della fiducia. La manifattura spicca perché da quattro mesi consecutivi migliorano i giudizi sugli ordini e si vede anche un aumento delle attese sulla produzione, con un saldo ai massimi da novembre 2015 (il saldo passa da 13 a 14).

Nelle costruzioni invece, sebbene migliorino i giudizi sugli ordini migliorano si vedono ancora aspettative sull’occupazione in diminuzione (da -4 a -7 il saldo). Dice ancora l’Istat: “Nei servizi, i giudizi sul livello degli ordini sono in miglioramento (il saldo passa da 14 a 15)” e portano avanti un percorso positivo iniziato a gennaio, “mentre le relative attese rimangono stabili (il saldo rimane a quota 2 per il terzo mese consecutivo)”.

Ancora, “le aspettative sull’andamento dell’economia mostrano segnali di miglioramento (da 0 a 1 il saldo). Nel commercio al dettaglio migliorano i giudizi sulle vendite correnti per il secondo mese consecutivo (il saldo passa da 12 a 13) mentre le attese sulle vendite future sono in diminuzione con il saldo che si attesta leggermente al di sotto del livello medio del periodo novembre 2016-febbraio 2017 (da 33 a 27 il saldo)”.


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