Russiagate, Flynn pronto a testimoniare in cambio dell’immunità

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L’ex consigliere per la sicurezza nazionale americana, Micheal Flynn, pronto a testimoniare sul Russiagate in cambio dell’immunità. Il generale era stato costretto a dimettersi dopo 24 giorni di mandato a causa dei suoi contatti, prima negati, con l’ambasciatore russo a Washington, a proposito della sicurezza americana. Flynn ora vuole collaborare. La Casa Bianca non ha rilasciato alcun commento, ma sembra che la “bomba” sia pronta ad esplodere.

Le parole dell’avvocato di Flynn

L’avvocato dell’ex consigliere spiega: “Il generale Flynn ha certamente una storia da raccontare e lui vuole raccontarla, se le circostanze lo permetteranno. Nessuna persona assennata, che sia ben consigliata, si sottoporrebbe alle domande in un tale ambiente altamente politicizzato, da caccia alle streghe, senza prima aver avuto rassicurazioni contro un procedimento non equo”.

Altri ex collaboratori pronti a testimoniare

Il Wall street journal aveva già svelato che ci fossero dei colloqui in corso con Flynn. Ancora non si è arrivati ad alcuna intesa. La commissione intelligence della Camera, che indaga sul Russiagate, dice di non aver ricevuto alcuna richiesta. Alcuni ex collaboratori di Trump, Paul Manafort, Carter Page e Roger Stone, hanno fatto sapere che si uniranno alla testimonianza di Flynn anche senza la promessa di immunità. che testimonieranno, senza la promessa di immunità. Al “The guardian”, lo scorso settembre, Flynn dichiarava: “Se ti danno l’immunità, vuol dire che hai commesso un crimine”.

Sorge qualche problema, però, per quanto riguarda la commissione intelligence della camera dei rappresentanti. Infatti, il presidente Devin Nunes, è considerato troppo vicino a Trump per gestire l’inchiesta. Proprio Nunes, qualche giorno fa, aveva annunciato di aver scoperto che alcuni collaborati di Obama spiassero Trump e aveva avvertito il presidente, prima ancora di parlarne con i suoi colleghi dell’intelligence.


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