Uccise moglie a martellate, condanna a 6 anni e 3 mesi: fu provocato

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Un uomo della provincia di Bari è stato condannato per aver ucciso a martellate la moglie al culmine di una lite.

Ciò che fa notizia è l’entità della pena: 6 anni e 3 mesi di reclusione. All’uomo sono state riconosciute tutte le attenuanti  tra cui il fatto di aver agito dopo essere stato provocato dalla donna.

Il pm che ha coordinato le indagini, aveva chiesto la condanna a 14 anni. Il giudice, accogliendo le tesi della difesa, ha riconosciuto all’imputato le attenuanti generiche e della provocazione prevalenti.

Alla pena inflitta è stata applicata quindi una doppia riduzione, per il rito abbreviato e per le attenuanti concesse. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

“Nonostante la soddisfazione per l’esito di un processo che riteniamo di giustizia, – ha commentato l’avvocato Claudio Van Westerhout – il primo pensiero del signor De Mattia dopo la lettura della sentenza è andato alla coniuge che non c’e’ più”.

La ricostruzione

Stando alle indagini dei Carabinieri, coordinate dalla magistratura barese, l’uomo avrebbe lanciato contro la moglie, colpendola alla testa e uccidendola, una busta che non sapeva contenesse un martello, durante l’ennesimo litigio.

Fu lui stesso a chiamare i soccorsi e a confessare di aver ucciso la moglie. In sede di convalida dell’arresto gli furono subito concessi gli arresti domiciliari, ai quali è tuttora sottoposto.

 

 

 


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