Alitalia, sciopero del 5 aprile confermato, poi partono le trattative

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Lo sciopero di 24 ore dell’Alitalia previsto per il 5 aprile è stato confermato. I disagi in aeroporto, iniziaranno la sera di martedì 4 e coinvolgere i voli della mattina del 6.

Lo sciopero è indetto dalle sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ugl-Ta, USB, CUB Traspoorti e Uiltrasporti. È il primo degli scioperi dei trasporti previsti per il mese di aprile. Molti voli nazionali e internazionali sono stati cancellati e altri potrebbero subire ritardi e variazioni.

Alitalia rispetterà le fasce di garanzia previste per legge, e quindi i voli previsti tra le 7 alle 10 e dalle 18 alle 21 saranno effettuati regolarmente.

I motivi dello sciopero

I dipendenti Alitalia incrociano le braccia per 24 ore contro il piano di ristrutturazione aziendale che prevede tagli al personale e riduzione degli stipendi di piloti e assistenti di volo.

L’azienda fatto sapere che il 92% dei passeggeri sarà riprotetto e ha pubblicato sul sito la lista dei voli cancellati nella giornata di mercoledì.  Fornite le informazioni utili per quanto riguarda rimborsi e cambio voli.

Le condizioni di viaggio Alitalia prevedono che si possa fare il cambio prenotazione senza pagare una penale sul primo volo disponibile. Nella stessa classe di prenotazione o nella classe superiore disponibile. Il cambio di prenotazione e la riemissione del biglietto dovranno essere effettuati entro il 14 aprile 2017.

In caso di ritardo superiore alle 5 ore, il passeggero potrà rinunciare al volo e richiedere il rimborso totale e gratuito del biglietto, al prezzo al quale è stato acquistato e/o per la parte del viaggio non effettuata.

Anche i passeggeri con biglietto emesso ‘open’, quindi senza prenotazione, avranno diritto al rimborso dell’intero biglietto o della parte non utilizzata.

Le trattative

Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha annunciato l’avvio di una trattativa ad oltranza. A partire dal 6 aprile fissando la deadline del 13 per tagliare il traguardo dell’intesa.

Una scadenza cruciale, quello del 13 aprile, perché dal 14 aprile dovrebbe partire la manovra finanziaria che complessivamente si attesta a 1,9 miliardi, per dare ossigeno alla cassa della compagnia la cui liquidità è ormai agli sgoccioli.

In questa cifra, rientrano anche i 400 milioni del contingent equity. Una sorta di ‘cuscinetto’ da utilizzare nel caso in cui il piano industriale non dovesse raggiungere i target previsti.

Duecento milioni verrebbero versati da Etihad e gli altri 200 dalle banche azioniste, a fronte, e questo è uno dei tanti nodi sul tavolo, di una garanzia dello Stato da parte di Cassa Depositi e Prestiti.

Accordo con i sindacati

Il nodo rimane sempre quella dell’accordo con i sindacati. Dopo due settimane di confronto al Mise, alla presenza del governo, non è stato compiuto alcun passo avanti.

Fermo rimane il no delle organizzazioni di categoria dei trasporti a un piano di tagli, con 2.037 esuberi e sforbiciate alle retribuzioni. Inevitabile, dunque, lo stop di mercoledì prossimo dei dipendenti di Alitalia.

Quello che è certo è che i sindacati hanno alzato un muro contro i licenziamenti. E su questo fronte è tutta aperta la partita per individuare i possibili strumenti per la gestione degli esuberi.

Altra partita è quella del nuovo contratto di lavoro del personale navigante. Su questo versante, Alitalia punta a ottenere circa 78 milioni di risparmi.

L’azienda avrebbe riconfermato, il taglio lineare delle retribuzioni del 30 per cento medio di piloti e assistenti di volo. Ha  inoltre ribadito l’obiettivo di rivedere la composizione degli equipaggi per recuperare maggiore produttività.


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