G8, la Corte di Strasburgo condanna l’Italia a risarcire le vittime

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Il governo italiano dovrà risarcire sei cittadini per quanto subito nella caserma di Bolzaneto il 21 e 22 luglio 2001, ai margini del G8 di Genova. Il risarcimento sarà di 45mila euro ciascuno per danni morali e materiali e spese processuali.

La notizia è stata resa nota dalla Corte europea dei diritti umani in due decisioni in cui “prende atto della risoluzione amichevole tra le parti” e stabilisce di chiudere questi casi.

Nell’accordo il governo si impegna anche “a predisporre corsi di formazione specifici sul rispetto dei diritti umani per gli appartenenti alle forze dell’ordine”.

Patteggiamento

L’Italia ha deciso di patteggiare, ammettendo di fatto le proprie responsabilità nelle violenze a cui ha sottoposto 65 persone.

La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha infatti preso atto “della risoluzione amichevole tra le parti” e ha chiuso il caso.

Il governo italiano ha “riconosciuto i casi di maltrattamenti simili a quelli subiti dagli interessati a Bolzaneto come anche l’assenza di leggi adeguate”.

“Si impegna a adottare tutte le misure necessarie a garantire in futuro il rispetto di quanto stabilito dalla Convenzione europea dei diritti umani, compreso l’obbligo di condurre un’indagine efficace e l’esistenza di sanzioni penali per punire i maltrattamenti e gli atti di tortura”.

Le violenze nella caserma di Bolzaneto

Nel corso del G8 di Genova nella caserma di Bolzaneto molti manifestanti furono picchiati e sottoposti ad umilianti vessazioni nelle sede del Reparto Mobile della Polizia di Stato (una parte di loro proveniva dalla scuola Diaz).

Poliziotti e guardie penitenziarie si accanirono sui prigionieri inermi in un delirio di terrore che ha poi condotto molti degli aguzzini di fronte alle corti di giustizia.

Precedenti sentenze

La prima sentenza era stata emessa il 14 luglio 2008: 15 dei 54 imputati erano stati condannati e varie pene detentive (da 5 mesi a 4 anni). I giudici avevano fissato dei risarcimenti, provvisionali immediatamente esecutive. Il processo di appello, il 5 marzo 2010, aveva cancellato sette delle condanne emesse in primo grado per intervenuta prescrizione.  44 erano stati i condannati appartenenti alle forze dell’ordine e medici, ai quali potranno essere chiesti ulteriori risarcimenti danni in sede civile.

Il 14 giugno 2013 la Cassazione avevaconfermato la sentenza d’appello, salvo che per quattro imputati assolti nel merito e non in virtù della prescrizione. I

La Corte Europea dei diritti dell’Uomo aveva chiesto spiegazioni all’Italia in ordine al reato di tortura.

Ma anche riguardo i provvedimenti disciplinari adottati nei confronti del personale di polizia condannato penalmente.


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