Dopo la Siria, tocca alla Corea del Nord: Trump a colloquio con Xi

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Dopo la Siria, tocca alla Corea del Nord. Il presidente statunitense, Donald Trump, chiama il presidente di Seul e assicura che dopo aver colpito la base aerea siriana, con 59 missili, risolveranno la “questione Pyongyang”. Trump ha dichairato di aver parlato con il leader cinese Xi Jinping di “quanto sia serio il problema della Corea del Nord e del nucleare e di aver discusso di come affrontarlo”. Il pericolo russo è sempre vivo, con Putin che non ha preso di buon grado le decisioni affrettate del magnate americano.

Il risultato dell’incontro tra Cina e Usa

Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, dopo l’incontro tra Xi e Trump, dice: “Sono d’accordo nell’incrementare la cooperazione e lavorare con la comunità internazionale per convincere la Corea del Nord a risolvere pacificamente la questione e rinunciare al suo illegittimo programma di armamenti. Trump capisce anche che questo potrebbe creare problemi alla Cina ed è pronto ad andare avanti per la sua strada se non riesce a coordinarsi con Pechino”. Il segretario dice anche che Xi avrebbe rivelato di “comprendere che una risposta del genere è necessaria quando si uccidono così i bambini, ma ha ricordato che non è mai una cosa buona interferire negli affari di uno stato sovrano come la Siria”.

Ora tocca alla Corea del Nord

La Cina affianca gli Usa, “pronti per incaricarsi delle loro storiche responsabilità internazionali”. Così, Trump ha chiamato il presidente della Corea del Sud, Hwang Kio-ahn: “Ci occuperemo anche della Corea del Nord”. Se Kim non rinuncerà al suo armamento nucleare, infatti, Trump minaccia di attaccare il dittatore, come ha fatto in Siria. Stavolta, con l’appoggio di Cina, Corea del Sud e Giappone.

E la Russia?

Cosa ne penserà la Russia? Le navi di Putin, intanto, solcano il Mediterraneo e si dirigono verso la portaerei americana.


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