Approvati decreti sulla “buona scuola” bis: le novità della riforma

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Arriva la “buona scuola” seconda parte. Il governo ha approvato gli otto decreti attuativi che rappresentano l’ossatura della riforma scolastica secondo il Pd.

Tante le novità introdotte, spiegate dal ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. Si va dalla maturità alla scuola dell’infanzia, dall’iter per ottenere una cattedra alle borse di studio.

Con i decreti cambiano l’esame di Maturità dal 2019 e quello di Terza Media dal 2018. Previsto il riordino del percorso di formazione e di accesso al ruolo docente.

La riorganizzazione del sistema di inclusione scolastica per gli studenti disabili con la revisione del ruolo degli insegnanti sostegno. Si istituisce il sistema integrato 0/6 anni con il passaggio dei nidi dal welfare all’istruzione.

L’Esame di Stato versione ‘Buona Scuola’ debutterà, infatti, nell’estate 2019 (e non in quella 2018, come inizialmente previsto). Perché, se alla fine del Consiglio dei Ministri che ha dato il via libera al pacchetto di decreti che completano la riforma.

Dopo le polemiche scatenate dall’annuncio che gli studenti sarebbero stati ammessi anche con gravi insufficienze purché raggiungessero la media del sei il ministero ha fatto marcia indietro. Servirà la sufficienza in tutte le materie, anche in condotta e aver svolto la prova Invalsi che si terrà in aprile.

Cosa cambia

La maturità: Dal 2019 il consiglio di classe potrà ammettere agli esami anche gli studenti che hanno un voto inferiore a 6 in una disciplina, purché non sia quella legata alla condotta. Ci saranno due prove scritte e l’esame orale. Fra i requisiti d’ammissione lo svolgimento delle attività d’alternanza scuola-lavoro, così come quello della prova Invalsi. Il voto massimo resta 100: i crediti incidono fino a 40 punti, le prove scritte e il colloquio orale fino a 20 punti ciascuna.

Le cattedre – Cambiano i requisiti per l’accesso all’insegnamento nelle scuole secondarie. Tutti i laureati potranno partecipare ai concorsi. A patto però che abbiano ottenuto 24 crediti universitari in discipline psicologiche, antropologiche e pedagogiche o nelle metodologie didattiche. Ci sarà un concorso ogni due anni, a partire dal 2018: chi riesce a superarlo entra in un percorso di formazione e tirocinio triennale con retribuzione crescente. Al termine dei tre anni, se la valutazione è positiva i docenti vengono immessi in ruolo.

La scuola dell’infanzia – È stato istituito un sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino al compimento dei 6 anni d’età. Aumentano dunque i servizi educativi per la prima infanzia in tutta Italia, con un fondo ad hoc da 239 milioni all’anno.

Istituti professionali – Durerà 5 anni. gli indirizzi dal 2019 passano da 6 a 11. Più laboratori e maggiore spazio e importanza all’alternanza scuola-lavoro e all’apprendistato.

Le borse di studio – Triplicati i fondi per le borse di studio. Aumentano anche i fondi per sostenere le spese per libri e altri contenuti didattici, anche digitali.


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