G7 energia, Calenda: “Gli Usa non hanno approvato l’accordo sul clima”

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Non è stato possibile firmare una dichiarazione congiunta”, è quanto ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, in conferenza stampa al G7 energia. “Gli Usa stanno rivedendo le loro politiche energetiche e quindi hanno chiesto più tempo per definire le loro politiche anche rispetto all’accordo di Parigi sul clima”, ha evidenziato Calenda.

I temi del vertice

Tanti i temi di questa due giorni di dibattiti che si è tenuta a Roma presso l’hotel Excelsior di Via Vento, proprio a due passi dal ministero dello Sviluppo Economico. Tra i principali punti di discussione: la sicurezza energetica, il gas naturale, la cybersecurity, le reti elettriche e l’integrazione delle rinnovabili. Si è parlato anche di nuovi driver energetici e delle dinamiche dell’occupazione nella transizione energetica. Inoltre, ricerca e innovazione, transizione ed efficienza energetica. Non poteva mancare il dibattito sull’eliminazione progressiva dei sussidi inefficienti alle fonti fossili sui trasporti “low carbon” e sui carburanti alternativi.

La conferenza stampa di Calenda

“Sostanzialmente non abbiamo presentato una joint declaration perché non avrebbe coperto tutti gli argomenti. L’amministrazione Usa ci ha detto che sta svolgendo un processo di revisione delle politiche climatiche e quindi si riserva sulla sua posizione. Perciò, abbiamo ritenuto di procedere con un report alla presidenza che metta insieme la discussione, ma senza una dichiarazione conclusiva”. Calenda ha parlato di dibattito “molto costruttivo” e ha assicurato che “non c’è stato alcun tipo di frizione”. “Rispettiamo che l’amministrazione Usa è in una fase in cui sta rianalizzando la propria posizione. Non c’è stato alcun tipo di frizione sui singoli punti, l’approccio è stato molto positivo”, ha insistito Calenda.

 

 

Le proteste degli ambientalisti

“Il ministro Calenda ci ha confermato che c’è la volontà di rispettare gli impegni presi alla Cop21 e che l’Italia farà la sua parte, ma questo non basta”,  ha dichiarato Luca Iacoboni, responsabile della campagna clima e energia di Greenpeace Italia dopo l’incontro con il responsabile del dicastero italiano. “Se davvero vogliamo mantenere l’aumento di temperatura entro i 2°C, o ancor meglio sotto la soglia di 1,5°C, bisogna fare molto di più. E l’Italia, che ha la presidenza di turno del G7, deve dare l’esempio non limitandosi a fare i compiti a casa ma facendo pressione su chi non sembra prendere sul serio i cambiamenti climatici”.

“Oggi Trump ha mantenuto la sua promessa: sarà ricordato come il presidente Usa più legato alla lobby degli inquinatori e come il principale responsabile del fallimento della lotta contro i cambiamenti climatici”, scrivono in una nota i coordinatori dell’esecutivo dei Verdi Angelo Bonelli e Fiorella Zabatta.

 

 


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