Svelato mistero del volto di Andrea Palladio, illustre architetto del 1500

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Dopo oltre quattro secoli è stata fatta luce sul volto di uno dei più illustri architetti della storia. Andrea Palladio aveva una fronte alta e spaziosa, era calvo nella parte anteriore del cranio. Con occhi tondi incorniciati da sopracciglia ben disegnate, naso diritto e una folta barba.

Un’indagine interdisciplinare ha visto collaborare gli esperti della Polizia Scientifica. Insieme agli storici dell’arte del Palladio Museum e i tecnici della Soprintendenza di Verona, Rovigo e Vicenza, fino alla risoluzione dell’appassionante cold case su cui il mondo dell’arte non aveva mai smesso di interrogarsi.

La vicenda

All’origine della vicenda, l’insolita assenza di un ritratto ufficiale, che fin dal Settecento aveva alimentato leggende e dicerie. Ma anche un florido mercato di falsi che avevano attribuito all’architetto padovano gli aspetti più vari.

Alla mostra Palladio, il mistero del volto, al Palladio Museum di Vicenza fino al 18 giugno, di ritratti credibili o palesemente fasulli ne ha presentati ben 12, provenienti da prestigiose collezioni private e da importanti musei europei e statunitensi.
Fra i casi più clamorosi, un dipinto di Bernardino Licinio acquistato nel 1762 nientemeno che dalla Corona inglese, a qualche decennio dal furbesco tentativo di Giacomo Leoni che cumulò due falsi in una sola opera, attribuendo a Paolo Veronese un’effigie del noto architetto incisa a bulino.
Ma c’è anche un bellissimo dipinto di El Greco, acquisito da Rubens che lo scambiò per un autoritratto di Tintoretto e poi finito nelle collezioni dei Reali di Danimarca: un ottimo candidato, visto che una delle rare fonti antiche sui ritratti del Palladio riferisce dell’esistenza di un’opera firmata proprio dall’artista veneziano.

Docidi ritratti, solo due autentici

Allestita proprio come una detective story, la mostra sciorina indizi e reperti del caso su una serie di tavoli luminosi. Radiografie dei quadri, sezioni stratigrafiche, documenti e vecchie fotografie che gli esperti hanno preso in esame.

Metodi di solito impiegati per identificare i criminali, le persone scomparse o i latitanti. Come la tecnica del confronto dei volti e dell’age progression, hanno integrato i risultati della ricerca. Basandosi sulle fonti storiche e delle analisi tradizionali condotte sui dipinti, fino a raggiungere l’agognata verità.

Dei 12 ritratti, due provengono da Londra (RIBA Collections e Royal Collection at Kensington Palace), uno da Copenaghen (Statens Museum), quattro da Vicenza (villa Rotonda, villa Valmarana, teatro Olimpico, villa Caldogno), uno da Notre Dame, Indiana (Snite Museum of Art), uno da una collezione privata a Mosca, uno da Praga (Národní Muzeum), uno da un’asta di Christie’s a New York e un ultimo da un antique shop nel New Jersey.

Due soli sono “autentici”: accanto al sopracitato quadro di Flacco, fin dall’inizio tra i principali papabili. Si tratta un’opera alquanto singolare, scovata da uno storico dell’arte americano in un negozio di antiquariato del New Jersey.

Un dipinto a olio su una tavoletta di legno di noce delle dimensioni di 22,8×16,8 centimetri: faceva parte di una serie di immagini di uomini famosi. Concepite in un formato così piccolo per essere collezionate proprio come le moderne figurine. Qui l’aspetto del Palladio è molto simile a come lo dipinse Flacco.


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