Arrestato boss latitante catanese, ricercato dal 2016 dopo un permesso

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Arrestato il boss latitante Concetto Bonaccorsi, 56 anni, noto come “‘u carateddu”. Era ricercato dal settembre 2016 quando non rientrò nel carcere di Secondigliano (Napoli) dopo un permesso premio di tre giorni.

Condannato all’ergastolo

Bonaccorsi era già stato condannato all’ergastolo per omicidio, associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. È lo storico capo dell’omonima famiglia del clan Cappello-Bonaccorsi.

Considerato con il fratello Ignazio a capo dei ”Carateddi”, ritenuta una frangia “armata” del clan Cappello legata ai ”Cursoti”, Concetto Bonaccorsi è stato catturato in una casa al secondo piano della frazione di Traversagna di Massa e Cozzile, in provincia di Pistoia.

Arrestato il giorno delle nozze

Bonaccorsi era stato arrestato già quando aveva trent’anni. Nel giorno del suo matrimonio i carabinieri gli diedero solo il tempo di pronunciare il fatidico sì. Poi lo ammanettarono e sotto gli occhi della sposa lo portarono in carcere.

Niente viaggio di nozze, dunque, per Concetto Bonaccorsi nel 1991, già allora ritenuto dagli investigatori il capo di una frangia del clan dei Cursoti, una delle famiglie mafiose più potenti di Catania.

Per quell’arresto del 1991 era accusato di avere ucciso a Torino due ladri d’auto colpevoli di avergli rubato qualche giorno prima la sua vettura, una Fiat Uno turbo. In Piemonte Bonaccorsi secondo gli investigatori avrebbe guidato un clan affiliato ai Cursoti dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti e alle estorsioni.

Da una decina di giorni agenti della squadra mobile di Catania si erano trasferiti in Toscana alla ricerca del suo covo. Durante un sopralluogo nella zona hanno riconosciuto la moglie affacciata su un balcone. Poco dopo hanno visto il boss preparare un barbecue. Personale delle squadri mobili di Catania e Pistoia hanno circondato l’edificio e fatto irruzione.

 


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