Alitalia: nella notte raggiunto un primo accordo azienda- sindacati

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Sono state ore intense e concitate quelle vissute nella giornata di ieri al ministero dello Sviluppo Economico di via Veneto. Nella notte, infatti, è stato raggiunto un primo accordo tra Alitalia e i  sindacati dei lavoratori in esubero. La trattativa era partita proprio al Mise alle 9, 30 del mattino ed ha portato ad una prima fumata bianca solo alle 3,30 di notte.

Il ‘pre-accordo’

Il pre-accordo prevede 980 dipendenti a tempo indeterminato tra l’equipaggio di terra cui sarà garantito cassa integrazione straordinaria per due anni, più 140 tagli nelle sedi estere e il mancato rinnovo di contratti a termine, per un totale di 1700 persone coinvolte. L’intesa prevede poi un taglio medio dell’8% alla retribuzione del personale navigante e interventi operativi per ridurre il costo del lavoro. I nuovi assunti saranno pagati con il contratto Cityliner (molto più economico), sui voli a lungo raggio ci sarà un assistente di volo in meno e l’equipaggio avrà più compiti, i turni di riposo sono stati ridotti e gli scatti d’anzianità diventano triennali. Il taglio complessivo al costo del lavoro è vicino agli 80 milioni l’anno.

Dunque, per quanto riguarda gli esuberi, la riduzione avviene attraverso:

-superamento del progetto di esternalizzazione nelle aree di manutenzione e altre aree;

-ricorso alla cigs entro maggio 2017 per due anni; l’attivazione di riqualificazione e formazione;

-misure di incentivazione all’esodo; miglioramento della produttività ed efficienza con rinvio in azienda entro maggio 2017 per la definizione.

Per quanto riguarda il personale navigante, invece, sono previsti:

-scatti di anzianità triennali con primo scatto nel 2020;

– tetto all’incremento retributivo in caso di promozione pari al 25%;

-per i neo assunti applicazione del contratto Cityliner;

-riduzione dei riposi annuali da 120 a 108; esodi incentivati dei piloti e assistenti di volo;

-prosecuzione della solidarietà fino al la scadenza prevista per legge, 24 settembre 2018.

Nel pre-accordo di Alitalia, inoltre, si legge  che: “l’azienda attraversa una crisi economico-finanziaria, che un gruppo di azionisti e finanziatori propone una ripatrimonializzazione dell’azienda per circa 2 miliardi di cui 900 come nuova finanza, che il cda ha approvato un piano che prevede crescita dei ricavi e una significativa riduzione dei costi di cui circa un terzo riferito al costo del lavoro, che l’immissione di risorse finanziarie è propedeutica al rilancio della società”.

Calenda: “Se bocciano l’accordo oltre un miliardo di costi per lo Stato”

Il pre-accordo firmato nella notte “è positivo”. Così il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda ha dichiarato alla stampa, avvertendo però che “se l’operazione dovesse fallire tutti i costi finirebbero sullo Stato»” e si tratta di “più di un miliardo”. Se l’accordo sarà “approvato dai sindacati, condizione per le banche di mettere le risorse, lo Stato italiano attraverso Invitalia potrà dare una garanzia se le cose dovessero andare male nel 2018”.

“L’obiettivo del governo è mettere meno soldi possibili» in Alitalia: ora ci sono soci disposti a mettere quasi 2 miliardi di euro. Da un lato, Alitalia avrà una struttura di costo-lavoro e di contratto che la renderà più competitiva, dall’altro abbiamo cercato di evitare esternalizzazioni, che in alcuni casi sono sbagliate, mettendo più risorse su medio e lungo raggio”, ha proseguito il ministro.
“Se al referendum tra i lavoratori sul pre-accordo sulla vertenza Alitalia prevalesse il no gli investitori non investirebbero e si andrebbe in amministrazione controllata. I sindacati si sono riservati di tenere un referendum che si terrà già la prossima settimana”, afferma ancora Calenda.

Gentiloni:”Spero arrivi l’ ok dai lavoratori”

“Voglio ringraziare le parti per questo impegno e sforzo che certo non è stato facile. Mi auguro che il punto di incontro sia confermato dai lavoratori e rivendico l’impegno del governo che è stato in questi mesi incessante, non sono stati risparmiati gli sforzi per individuare un piano industriale condiviso”. Così il premier Paolo Gentiloni ha commentato l’intesa su Alitalia.

 


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