Sbarchi tra Sicilia e Calabria, salvati circa 700 migranti, 20 i morti

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Il tempo migliora e il mare calmo facilita gli sbarchi di migranti. Al porto di Reggio Calabria è attraccata la nave Vos Prudence. A bordo 649 persone, di cui 581 uomini e 63 donne, di varie etnie centroafricane e asiatiche; tra loro anche minori non accompagnati.

Un altro sbarco è avvenuto sulla spiaggia di Melito Porto Salvo, dove sono approdati circa 80 persone giunte con un barcone, alcune di nazionalità siriana.

I migranti sono stati portati al Porto di Reggio Calabria dove si svolgono le attività di primo soccorso e assistenza, coordinate dalla prefettura.

Le prime cure

Al momento dello sbarco tutti i migranti sono stati sottoposti alle cure sanitarie da parte del personale medico presente sul posto. Le persone con patologie cutanee o con pediculosi sono state sottoposti alle prime cure. All’interno di un’unità mobile di “decontaminazione” fornita in occasione di questo sbarco, come per i precedenti, dalla Regione Calabria su richiesta della prefettura.

In base al Piano di riparto predisposto dal ministero dell’Interno, 400 migranti saranno trasferiti all’hotspot di Taranto, 50 al Cara di Crotone e altri 100 in altre località pugliesi.

Segni di torture

«Sono migranti che abbiamo salvato due giorni fa, a Nord delle coste della Libia. Molti di loro presentavano segni di tortura e delle sofferenze subite in Libia o durante il tragitto. Per la prima volta cominciamo a vedere anche i segni delle guerre. Feriti da arma da fuoco e segni di maltrattamenti e torture.» lo ha raccontato il responsabile del soccorso e della ricerca in mare di Medici senza frontiere.

Venti corpi recuperati

Almeno 20 migranti, invece, sono morti in un nuovo naufragio nel Canale di Sicilia, di fronte le coste libiche. Lo ha reso noto la ong Moas, che segnala anche di aver lavorato ininterrottamente nelle ultime 24 ore. Tra le 1.500 e le 1.800 persone che cercavano di arrivare in Europa erano su gommoni semisgonfi e alla deriva.

Nella zona del naufragio sta lavorando l’organizzazione non governativa Moas (Migrant Offshore Aid Station).


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