Famiglie italiane in difficoltà: l’11,2% vive un disagio economico

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L’11,9% degli italiani nel 2016, 7,2 milioni di persone, vive in famiglie che sperimentano condizioni “di grave deprivazione materiale”.

L’Italia è tra i Paesi europei con il tasso di occupazione degli under 35 più basso in Europa. Gli investimenti sono in calo per il settimo anno consecutivo.

La situazione

Peggiora la situazione degli anziani. La quota di persone che sperimentano condizioni di grave deprivazione materiale è stabile rispetto all’anno precedente. Le famiglie che si trovano in questa condizione sono invece 3,1 milione.

Tra il 2015 e il 2016 l’indice di grave deprivazione peggiora per le persone anziane (65 anni e più), passando dall’8,4% all’11,6%. Pur rimanendo al di sotto del dato riferito all’insieme della popolazione, e per chi vive in famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (da 32,1% a 35,8%).

In lieve diminuzione, la quota della popolazione con meno di 18 anni, pari al 12,3% (pari a 1 milione e 250 mila minori).

L’occupazione giovanile rimane un grave problema del Paese. Nella fascia di età dai 25-34enni, solo il 60,3% lavora, situazione che “costituisce una criticità per il presente e il futuro di queste generazioni, che rischiano di non avere una storia contributiva adeguata”.

“Il tema dell’occupazione giovanile è al centro della nostra attenzione. Sappiamo che bisogna lavorare al meglio per affrontare questo tema, ma questo è un dato strutturale, lo conosciamo da tempo”, commenta a margine di un convegno a Palermo il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti.

 

Nel 2016 «tra le principali voci di spesa che hanno segnato una contrazione si evidenziano gli investimenti (-4,5%), in calo per il settimo anno consecutivo». Monducci rileva anche un calo della spesa per interessi (-2,6%). «Per effetto del rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato nella fase finale del 2016, la spesa per interessi registra – spiega – nel quarto trimestre una variazione tendenziale nulla che interrompe la tendenza alla riduzione iniziata nel primo trimestre 2013».


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