Studio Ocse, gli studenti italiani tra i più stressati al mondo

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Il ritratto degli studenti italiani che emerge da uno studio sul benessere dei quindicenni pubblicato stamani dall’Ocse, parla chiaro: a scuola fanno amicizia facilmente ma sono divorati dall’ansia

I dati

I nostri alunni mostrano livelli di ansia scolastica decisamente più elevati che nella media Ocse. Il 56% diventa nervoso quando si prepara per un test a fronte di una media Ocse del 37%. E il 70% è molto in ansia anche se è preparato (media Ocse 56%).

Sul fronte della socialità i ragazzi italiani se la cavano invece piuttosto bene: l’83%, contro una media Ocse del 78%, dichiara di fare amicizia facilmente con i compagni di classe.

Gli alunni stranieri, sia di prima sia di seconda generazione, dichiarano di “piacere agli altri studenti” in misura minore rispetto alla media Ocse. Lo studio si sofferma anche sull’uso del tempo libero.

Dipendenza da Internet

Il 23% degli studenti italiani affermano di usare internet per oltre 6 ore al giorno. Fuori dalla scuola, in un normale giorno della settimana e sono pertanto ritenuti consumatori estremi della rete.

Quasi un quindicenne su quattro passa oltre sei ore su Internet: il 23% degli studenti italiani passa più di sei ore al giorno a navigare e a usare altri servizi di Internet contro il 16% della media di tutti i paesi OCSE. Solo il 2% dichiara di non usare mai internet e il 15% di usarla fino a un massimo di un’ora al giorno. Il 19% dei ragazzi passa online tra una e due ore al giorno, il 25% tra due e quattro ore, il 15% tra 4 e sei ore.

Stare su Internet più di sei ore al giorno è considerato dagli analisti dell’OCSE un “uso estremo”, con conseguenze negative sulla soddisfazione nei confronti della vita dei ragazzi. Il questionario PISA 2015 prevedeva di indicare, in un punteggio da 0 a 10, a quanto corrispondesse la propria soddisfazione. Il punteggio medio italiano è stato 6,9, leggermente più basso della media OCSE di 7,3. I dati mostrano che in tutti i Paesi esaminati, coloro che si sono definiti “utilizzatori estremi” di Internet hanno riportato un voto mediamente più basso (-0,4) rispetto ai loro coetanei che passano meno tempo online. In Italia la differenza è più bassa, ma apprezzabile (-0,2). Caso peggiore è quello dell’Islanda, con una differenza in negativo di 1 punto.

Le cause dell’ansia

Secondo gli esperti OCSE sul banco degli imputati sono finiti la competitività, tipica ormai di quasi tutti gli ambienti scolastici, e il rapporto con gli insegnanti.

Il 55% degli studenti italiani ha dichiarato di essere d’accordo con l’affermazione “voglio essere il migliore, qualsiasi cosa faccia”. Un dato basso se confrontato con i sistemi più competitivi, come Thailandia (97%), Stati Uniti (93%), Colombia (92%) ed Emirati Arabi (92%).


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