Giornata della salute della donna, si moltiplicano le iniziative

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Oggi è Giornata della salute della donna. Previste manifestazioni in tutta Italia, tavole rotonde, screening gratuiti, iniziative in diversi ospedali e anche una regata sul Tevere.

Come nasce

La seconda Giornata della salute della donna è stata promossa da Atena Onlus. Istituita su proposta del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Il giorno scelto è quello della nascita di una grande scienziata italiana, Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina nel 1986.

Il fulcro delle attività sarà la sede del ministero della Salute nel quartiere Eur di Roma. Per l’intera giornata vi sarà un confronto tra esperti, dedicato alla salute femminile lungo tutto l’arco della vita: dall’infanzia all’età giovanile e adulta, fino alla senilità. Sarà anche l’occasione per un primo bilancio delle azioni avviate un anno fa dal “Manifesto per la salute al femminile” e per il punto sui nuovi Lea, i Livelli essenziali di assistenza.

Le iniziative di oggi a Roma

La maratona giornaliera si aprirà con la presentazione, da parte del ministro Lorenzin, del “Calendario della salute della donna”. Un vademecum con i consigli più importanti di prevenzione. Presenti donne dello spettacolo e dello sport che hanno aderito all’evento: Emma Marrone, Milly Carlucci, Serena Rossi, Claudia Gerini. E ancora  Alessandra Martines, Dolcenera, Noemi, Barbara de Rossi, Maria de Filippi, Bebe Vio, Laura Morante.

Le madrine aiuteranno a divulgare il calendario della prevenzione con messaggi per ogni fascia d’età veicolati dalle principali radio nazionali. Accanto al cuore scientifico anche un “Villaggio della salute”. Ci saranno 35 stand dove sarà possibile effettuare visite e screening gratuiti. E ancora consulenze mediche, valutazioni nutrizionali, diagnostiche rapide, ricevere consigli di prevenzione e sugli stili di vita. Associazioni, società scientifiche, asl, università metteranno in campo, in tutta Italia, una serie di manifestazioni.

I risultati della prevenzione

I primi buoni risultati di una politica di prevenzione si raccolgono in oncologia. Si potrebbe fare molto di più con una maggiore adesione ai programmi di screening. “Nel 2016 i tumori hanno colpito 176.200 italiane, e oggi 1 milione e 700mila donne – spiega una nota dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) – vivono dopo la diagnosi». Le percentuali di guarigione sono in costante aumento. Il 63% delle italiane colpite può affermare di aver sconfitto la malattia. E in una delle neoplasie femminili più frequenti, quella del seno, questi tassi raggiungono l’85%.

“Nel 2015 sono state invitate circa 1 milione e 728 mila italiane a eseguire la mammografia, fondamentale per individuare il tumore del seno in fase precoce, ma solo il 55% ha aderito. Preoccupa in particolare la differenza fra Nord (63%), Centro (56%) e Sud (36%)”.

E ampi spazi di miglioramento si registrano anche nell’adesione al Pap-test per l’individuazione del tumore della cervice uterina. Uno dei più frequenti nelle giovani donne (under 50), al 5° posto con 2.300 nuove diagnosi stimate nel 2016 in Italia.
I tumori più frequenti nelle donne sono quello della mammella (30%), colon-retto (13%), polmone (6%), tiroide (5%) e corpo dell’utero (5%).

Lo stile di vita

Fari puntati anche sugli stili di vita, che tra le donne stanno peggiorando sul doppio fronte alcol e fumo, importanti fattori di rischio oncologico e non solo. Il vizio delle sigarette è sempre più al femminile.

Alcuni dati

I tumori più frequenti nelle donne sono quello della mammella (30%), colon-retto (13%), polmone (6%), tiroide (5%) e corpo dell’utero (5%). Il vizio del fumo sembra essere sempre più al femminile. Anche se questa abitudine è più diffusa negli uomini (33%), va comunque evidenziato che, nel complesso, il 23% delle italiane è fumatore abituale. Un dato inquietante che indica la necessità di intraprendere azioni ad ampio spettro di contrasto al tabagismo. Infatti tra il 1999 e il 2011 l’incidenza del carcinoma del polmone è diminuita del 20,4% tra gli uomini, mentre è aumentata del 34% nelle donne».


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