Un giudice federale nega a Trump i soldi per il muro con il Messico

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Il muro lungo il confine messicano al momento non si farà. Un giudice federale di San Francisco ha bloccato il decreto con il quale Donald Trump avrebbe voluto togliere fondi alle grandi città che accolgono e proteggono gli immigrati.  Forse se ne riparlerà il prossimo anno.

Altra sconfitta per Trump

Dopo quella sull’Obamacare, per il presidente Trump è una seconda pesante e bruciante sconfitta. I repubblicani, non sono riusciti a mettersi d’accordo su come cancellare e approvare una nuova riforma medico-sanitaria che coinvolge 24 milioni di americani.

Anche questa volta i repubblicani nel Congresso non sono riusciti a trovare un compromesso per mettere nella prima legge di bilancio dell’amministrazione Trump, che sarà votata venerdì, la miseria di 1,4 miliardi di dollari necessari per continuare lo studio, la progettazione e i primi appalti del muro messicano. Fortemente voluto dal presidente, che ne ha fatto una priorità assieme al Muslin ban.

Trum ha però twittato: “Non fatevi ingannare dai media disonesti che io abbia cambiato la mia posizione politica sul muro. Lo farò costruire e ciò aiuterà a fermare il traffico di droga e quello di esseri umani”.

Il muro

Gli Stati Uniti dividono circa 3.201 chilometri di confine con il Messico. Diverse tipologie di muri sono già stati costruiti per circa mille chilometri. Dalle amministrazioni Clinton, George Bush e anche da quella Obama nel biennio 2009-2010. Il progetto di Trump è di costruire il muro lungo i restanti 1.900 chilometri e interessa quei confini oggi delimitati dal Rio Grande.

Muslim ban

 

Per il presidente Usa si tratta di un nuovo stop giudiziario sul tema dell’immigrazione, dopo il freno al “Muslim ban”. La norma che impediva l’ingresso nel Paese alle persone provenienti da sei paesi a maggioranza musulmana.

In questo caso, il provvedimento del giudice riguarda l’iniziativa sulle cosiddette ‘città santuario’. Le grandi metropoli come New York e Los Angeles alle quali l’amministrazione Trump ha minacciato tagli finanziari se non collaborano con le autorità federali circa la stretta sull’immigrazione illegale.

A presentare ricorso contro il decreto sono state due contee californiane, San Francisco e e Santa Clara, che avrebbero rischiato di perdere miliardi di dollari.

“O collaborano con gli agenti federali e seguono le indicazioni dell’amministrazione, o perderanno i fondi federali”. Da parte dell’amministrazione era arrivata anche la minaccia di recuperare le somme già versate.

Ma si continuerà ad applicare la legge federale. La legge vieta alle comunità di impedire segnalazioni alle autorità federali sullo status di individui in tema di immigrazione.

Fin dalla campagna elettorale Trump aveva messo nel mirino Stati e comunità locali che riconoscono la residenza agli immigrati irregolari, evitando loro il rimpatrio forzato nel Paese d’origine. Con la residenza viene riconosciuto anche l’accesso ai servizi sanitari, sociali e all’istruzione per i minori.


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