Google dichiara guerra alle fake news e ai contenuti offensivi

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Dopo Facebook anche Google scende in campo contro le «fake news» e i contenuti offensivi postati online. Si tratta di una novità destinata ad avere un impatto tangibile nella vita di milioni di utenti in Italia (e miliardi nel mondo).

Il motore di ricerca ha infatti modificato il suo algoritmo per privilegiare pagine web «di qualità». Assegnando un peso maggiore a fonti considerate autorevoli e tenendo sempre più conto delle segnalazioni «umane» sui contenuti inappropriati.

Le fake news sono divenute uno degli incubi dei giganti della tecnologia. Con fake news, è bene ricordarlo, si intendono di fatto informazioni false prodotte e diffuse con l’intento malevolo di ingannare. Per motivi economici – fare soldi con il traffico generato dai clic – o politico-propagandistici – soprattutto per danneggiare una contro-parte.

Cosa cambierà

Ben Gomes, Vicepresidente dell’Engineering delle Ricerche di Google, ha spiegato in che modo saranno migliorati i risultati delle ricerche. Ha spiegato che verrà data agli utenti la possibilità di indicare i risultati offensivi o inappropriati.

«Lo scorso mese», scrive Gomes, «abbiamo aggiornato le nostre Linee guida per i valutatori della qualità della Ricerca con esempi più dettagliati di pagine di scarsa qualità in modo che i valutatori le segnalino appropriatamente.

Gli aggiornamenti includono informazioni ingannevoli, risultati inaspettatamente offensivi, bufale e teorie cospiratorie non dimostrate.

Queste linee guida cominceranno ad aiutare i nostri algoritmi a far retrocedere simili contenuti di scarsa qualità e ad introdurre ulteriori miglioramenti nel tempo».

«Abbiamo modificato i segnali» presi in considerazione per fornire risultati di ricerca a chi ne effettua su Google, «per aiutare a far emergere più pagine più autorevoli e far retrocedere contenuti di scarsa qualità».

Il ruolo degli utenti

Gli utenti potranno fornire il proprio feedback sul completamento automatico delle ricerche. Finito sotto i riflettori per aver dato anche suggerimenti razzisti e sessisti. Da oggi gli utenti potranno segnalare i testi dei suggerimenti e degli «snippet» indicando se li reputano violenti, offensivi, sessualmente espliciti, inutili o falsi (l’immagine qui sotto mostra come).
Nel corso degli ultimi mesi le polemiche sulla diffusione delle fake news e dei contenuti d’odio in rete hanno investito anche Google.

Google non ha mai negato il problema ed è sempre intervenuta tempestivamente sui casi specifici. Per modificare i risultati offensivi, ma era chiara la necessità di una soluzione sistemica a lungo termine.


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