Utero artificiale, sopravvivenza record: 4 settimane di vita

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Un risultato di sopravvivenza record ottenuto con l’utero artificiale sviluppato dai ricercatori dell’Ospedale pediatrico di Philadelphia. Ben 4 settimane, il tempo più lungo mai raggiunto in un apparato di vita extra-uterina.

Di cosa si tratta

L’utero artificiale è una ‘borsa’ di polietilene riempita di liquido amniotico, ed è stato sperimentato sugli agnelli. Il risultato, descritto su Nature Communications dal gruppo di Alan Flake, può trasformare le cure per i bambini prematuri.

Il sistema è diverso dalle attuali incubatrici ”e offre una tecnologia che al momento non esiste”. I feti di agnello sono cresciuti a temperatura controllata, in un ambiente quasi sterile, respirando il liquido amniotico come nell’utero.

Non ha pompe esterne a guidare la circolazione, perché la pressione artificiale più blanda può sovraccaricare un cuore non ancora sviluppato, e nemmeno un ventilatore, perché i polmoni immaturi non sono ancora pronti a funzionare con l’ossigeno atmosferico.

I limiti

Il suo limite principale è di non essere adatto a tutte le fasi della gestazione, ma solo a quelle intermedie e finali: i sei cuccioli dell’esperimento avevano un’età equivalente alle 23-24 settimane di un bambino. Non si parla certo di condurre un’intera gravidanza al di fuori del corpo della donna, ma per i neonati prematuri questo strumento potrebbe essere un aiuto per crescere in quel periodo critico – al limite della sopravvivenza – che oggi sono le 23 settimane.

Tutto, nell’utero artificiale, è stato studiato per imitare la natura nel modo più pedissequo possibile.


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