Vendita di armi e stupefacenti nel “deep web”: cinque arresti

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Vendeva stupefacenti, armi, documenti e denaro falso, carte di credito clonate e software impiegati per accessi abusivi a sistemi informatici. Tutto ciò avveniva su un sito internet “oscurato”. Agiva nel “deep web”, il lato oscuro di internet. Si faceva chiamare “Kriminale” ed è uno dei trafficanti di droga più attivi di internet. Oltre lui, venerdì mattina, sono state arrestate altre quattro persone nell’ambito dell’operazione portata avanti dalla questura di Lecco. Tra questi, tre italiani.

“Kriminale” era stato segnalato già da anni alle autorità americane. Il “deep web” era ciò che lo proteggeva. Una parte del web accessibile solo tramite determinati software illegali e invisibili ai motori di ricerca, destinata perlopiù all’illegalità. I pagamenti avvengono in bitcoin, una moneta virtuale molto variabile e acquistabile in alcuni centri tramite soldi reali.

L’uomo ricercato è solo uno dei cinque arrestati venerdì. L’operazione è stata guidata dalla questura di Lecco. In manette tre italiani, un albanese e un sudamericano. La polizia di Stato di Lecco, tramite indagini tradizionali e sotto copertura, hanno ricostruito le operazioni del portale deep web “Italian darknet community”.

Sono stati rintracciati più di cinquanta clienti. Il capo della squadra mobile di Lecco, Marco Cadeddu, spiega: “Abbiamo effettuato un’attività di indagine del cosiddetto darknet, supportata da attività tecniche e dall’impiego di agenti sotto copertura. Abbiamo individuato siti e forum che offrono, dietro la copertura garantita dall’anonimato del deep web sostanze stupefacenti di varia natura, cocaina, eroina, hashish e droghe sintetiche ma anche armi, documenti falsi, account di siti di e-commerce intestati a persone inesistenti o oggetto di furto di identità, oltre a sistemi per creare virus e poi infettare i computer e minacciare e ricattare i destinatari”.


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