Papa Francesco: “Vergognoso chiamare ‘madre’ una bomba”

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“Mi sono vergognato del nome di una bomba, l’hanno chiamata ‘la madre di tutte le bombe’, ma guarda, la mamma dà la vita e questa dà la morte, e diciamo “mamma” a quell’apparecchio, che cosa sta succedendo?”. Così Papa Francesco nell’Aula Paolo VI con settemila studenti arrivati da tutta Italia per partecipare all’incontro promosso dal Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani.

Si sfruttano le persone quando vengono pagate in nero, quando ti fanno il contratto di lavoro da settembre a maggio, poi due mesi senza e così non c’è continuità, e poi ricomincia a settembre: “questo si chiama distruzione. Noi cattolici lo chiamiamo peccato mortale lo sfruttamento”. “Primo il traffico delle armi ma se vogliamo la pace perché facciano più armi di quelle che ci servono per difenderci?”.

E ancora: “Esiste un terrorismo delle chiacchiere. Leggete nel Nuovo Testamento la lettera dell’Apostolo Giacomo, è piccolina: lui dice che l’uomo e la donna che dominano la lingua sono perfetti ma è tanto difficile dominare la lingua perché sempre ci viene questa tentazione di insultare, fare dei terroristi”. Tra queste anche la chiacchiera, che è una “bomba” in gradi di “distruggere le persone”. “Soffrirai un po’, si gonfierà la lingua ma guadagnerai di non essere un terrorista”.

Papa Francesco ricorda che si può uccidere anche con le parole: “A me piace parlare del ‘terrorismo delle chiacchiere’ perché quello che è abituato a fare chiacchiere è un terrorista. Una chiacchiera è come una bomba e questa chiacchiera distrugge le persone. Ma questo non è originale l’ho detto tante volte ma per favore, un consiglio a tutti, se hai voglia di dire una chiacchiera, morditi la lingua. Soffrirai un po’, si gonfierà la lingua ma guadagnerai di non essere un terrorista”. La causa di tutti questi atteggiamenti sbagliati, dice il Papa, risiede nell’educazione: “L’educazione oggi non educa a queste virtù della mitezza, della pace, della tranquillità, anche tante volte si è rotto il patto educativo tra famiglia e scuola”.

Papa Francesco racconta, inoltre, un aneddoto legato agli anni di suola elementare in Argentina: “Ero in quarta elementare a nove anni e ho detto una cosa brutta alla maestra che ha scritto alla mia mamma se poteva venire a scuola. Lei ha pensato: ‘Se questo a nove anni dice ciò che ha detto, chissà che farà a venti’. È venuta la mia mamma e la maestra è uscita e poi sono stato chiamato e la mamma mi ha rimproverato davanti alla maestra e mi ha chiesto di chiedere perdono alla maestra che poi mi ha dato un bacio. Io sono tornato vincitore, non è stata tanto brutta ma questo è stato il primo atto. Il secondo atto è accaduto a casa”.


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