La Francia va al voto col fiato sospeso: pesano astensione e indecisi

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Oggi la Francia va al voto, se dovesse andare seconde le previsioni dei sondaggi Emmanuel Macron avrebbe la meglio su Marine Le Pen.

Il clima tutt’altro che disteso tra elettorati eterogenei, divisi tra astensione o votare candidati che non convincono al 100%.
Tra astensione e scheda bianca o nulla (15%), spuntano altri modi di dire «no» al Front National. Si moltiplicano le petizioni e gli inviti a recarsi al seggio solo dopo le 17, facendo montare l’astensione a livelli record nelle prime due rilevazioni (quelle delle 12 e delle 17). Vero è che l’ultimo sondaggio Ifop attribuisce al candidato di En Marche! il 61%, dopo aver vinto col 24% al primo turno.

L’ottavo presidente della V Repubblica potrebbe dunque essere eletto in condizioni inedite. Vincitore sì, se Macron dovesse farcela. Ma con una legittimità quasi dimezzata anche dalla già prevista astensione record (sopra il 30%).

Un voto che lascia tutti scontenti

Un altro modo per mostrare insoddisfazione è quello di Open Francia, organizzazione gestita da uno dei promotori della petizione contro la legge sul lavoro. Propongono di inviare una mail al candidato prima di averlo votato, con l’obiettivo di ricordargli che «il nostro voto non è di adesione, visto che abbiamo altre priorità rispetto alle sue per costruire una Francia giusta e democratica». Quasi 12mila mail già inviate dagli aderenti a questa «alternativa all’astensione» che potrebbe avvantaggiare Le Pen.

Macron non sembra riuscito ancora a convincere i francesi indecisi, né molti elettori per esempio dell’ultrasinistra di Jean-Luc Mélenchon, o gollisti. Il passaggio dal voto «utile» del primo turno a quello di «condivisione» del suo progetto pare fallito.

Intanto dal Front National si parla già di presunte irregolarità in 7 dipartimenti, dove sarebbero state riscontrate «gravi infrazioni al codice elettorale». I dépliant della candidata nazionalista inviati agli elettori, operazione prevista e tutelata dalla legge, sarebbero stati fatti sparire.

La posizione della stampa

Marine Le Pen, gioca le sue ultime carte, però tutti i media sono schierati apertamente per Macron; il quotidiano Présent ha potuto definirsi sulla locandina «l’unico giornale di Francia che appoggia Marine». Ha preso posizione l’intero apparato produttivo francese, dai missili ai macaron: Le Figaro, controllato dai Dassault (armi), si batte da leone; e Françoise Holder, proprietaria di Ladurée, è tra i suoi finanziatori. Il tg di Tf1, il primo canale di proprietà di Bouygues, cemento e telefonini, ha ignorato la notizia del dossier di WikiLeaks contro Macron; in compenso ha messo in guardia dai pericoli dell’astensione — in aumento — e delle schede bianche. Obama e la Merkel hanno fatto la loro parte; anche se rischiano di risultare controproducenti.

Non c’è comunque un sondaggio che non dia Macron nettamente in testa. Solo una clamorosa sorpresa può privarlo dell’Eliseo. Ma, al di là dei numeri, si annuncia una vittoria di risulta, non di sfondamento. Sarà più un voto contro qualcuna, che un voto per qualcosa.

La festa al Louvre

È già stato montato il palco per la notte di festa nel luogo scelto dalla coppia Emmanuel & Brigitte: la Cour du Carrousel del Louvre, l’anima antica di Parigi innervata dalla piramide di vetro. A metà strada tra place de la Concorde, la piazza della destra, e la Bastiglia, la piazza della sinistra.